Viagra on-line made in China, chiusa farmacia virtuale

Denunciati due imprenditori romani che vendevano in rete prodotti senza alcuna prescrizione medica

Stefano Vladovich

Farmacia in rete a Civitavecchia. A scoprirla i carabinieri che si sono finti clienti pur di bloccare e oscurare il sito Internet. Non è stato affatto difficile improvvisarsi farmacisti per una coppia di commercianti romani. E vendere, online, Viagra e Cialis importati a prezzi competitivi da India e Cina. Non solo. Fra i prodotti «pozioni d’amore» e «di lunga vita». Unico problema: la legge italiana che punisce con l’arresto il commercio abusivo di medicinali o intrugli pseudo farmacologici. Ma i due astuti imprenditori, forse trasportati dalla moda dei nuovi «angoli del benessere» ma, soprattutto, dalla possibilità di raddoppiare in poco tempo il denaro investito, non ci hanno pensato un attimo e messo in piedi un business a cinque zeri. Le parole chiave? «Viagra, prezzo, subito a casa». Bastava digitare queste sui motori di ricerca per raggiungere il sito web in perfetto stile medico organizzato dai due 50enni romani indagati dalla Procura di Civitavecchia e acquistare confezioni di Viagra prodotte nei Paesi orientali. Ovviamente senza prescrizione medica. Secondo gli inquirenti la consegna avveniva a domicilio attraverso corrieri espressi pur mantenendo il più rigoroso anonimato. Insomma una vera e propria farmacia virtuale. Bastava registrarsi inserendo i propri dati e, utilizzando l’icona con il carrellino della spesa, acquistare merce a un prezzo scontato del 50 per cento rispetto a quello in commercio. A mettere sulla pista giusta i militari di via Giuliano da Sangallo un’associazione di categoria che riunisce i farmacisti romani, a sua volta informata da un uomo di Tolfa insospettito dal fatto che le pillole contenute nei blister comprati «in linea» erano in quantità differente da quelle regolarmente vendute in farmacia. «Per risalire al luogo di provenienza di questa fantomatica azienda - spiega il maresciallo Giuliano Mangoni, comandante della stazione dei carabinieri - i nostri uomini si sono collegati alla Rete e simulato un acquisto. Dopo uno scambio di e-mail siamo riusciti a localizzarli». La prima perquisizione in un appartamento utilizzato come ufficio alla periferia a Sud del porto, seguita da un’altra nella capitale e in una vicina cittadina balneare, hanno portato al sequestro di vari pc e documenti cartacei.