In Viale Abruzzi troppi incidenti. I cittadini: "Bloccheremo le auto"

La protesta nella zona. Il bilancio è di un centinaio all’anno. Denuncia il comitato: "Semaforo negato, ci hanno detto che ci sono stati pochi morti"

I residenti lo chiamano Vav, viale Abruzzi ad alta velocità. Attraversatelo a piedi (sulle strisce) solo se amate il rischio. Da piazzale Loreto a piazza Ascoli pare un’autostrada. Le auto prendono velocità incoraggiate dai semafori sincronizzati, se è verde all’incrocio con via Piccinni e rispettate i 80 km orari vi attende un via libera al semaforo successivo, via Paracelso. Voi camminate sulle strisce ma vi strombazzano, siete d’intralcio. Un consiglio per la vostra salvezza: non attraversate il viale nemmeno se un’automobilista gentile rallenta, dietro di lui ce n’è spesso un altro che procede al sorpasso e voi pagherete cara l’illusione. I residenti hanno cercato (invano) di sensibilizzare il Comune. «Sono anni che chiediamo semafori o dossi per far rallentare auto e filobus, sfrecciano a tutta birra anche i mezzi Atm - denuncia Daniela Villa coordinatrice del comitato di viale Abruzzi - Quando nel 2007 è stato ucciso un uomo in bicicletta abbiamo fatto una manifestazione coinvolgendo il quartiere, e il Comune, in cambio, ha creato un terrapieno in mezzo alla carreggiata. L’assurdo è che non serve come rotatoria ma come prolungamento dello spartitraffico: è pericoloso pure per i cani». I residenti di viale Abruzzi hanno perso il conto degli incidenti. «Da gennaio a oggi ce ne sono stati 31, 9 i feriti gravi - denuncia Andrea Ancona consigliere di zona 3 - L’anno scorso 73 con 42 feriti». A testimoniare i numeri da bollettino di guerra c’è pure il farmacista Giovanni Garello, il primo a uscire quando c’è un ferito. «La tristezza è che ci siamo sentiti dire dai vigili che per aggiungere un semaforo ci vogliono i morti. I feriti gravi non bastano. Fra le vittime una signora, Paola, i cui genitori sono stati travolti entrambi su queste strisce (altezza civico 37) a un mese di distanza uno dall’altro» è un fiume in piena Daniela Villa. E siccome conosce le leggi, snocciola: «Non si rispettano nè il limite di velocità stabilito per un centro abitato nè le corsie preferenziali, c’è latitanza di amministratori e polizia. Basterebbero gli autovelox, i segnalatori di velocità, il multare con una certa frequenza o il togliere i punti dalla patente per vedere le auto rallentare - suggerisce - Abbiamo anche 8 telecamere ai semafori perchè non utilizzarle? Il codice della strada prevede che il 10 per cento del ricavato delle multe sia destinato a tutelare i pedoni». Il consigliere di zona, Andrea Ancona (tamponato in viale Abruzzi mentre arrivava all’appuntamento a mostrarci l’incrocio pericoloso) è stufo di essere l’unica voce nel deserto: «Siamo disposti a bloccare il traffico nell’ora di punta, anche domani - tuona e ci mostra un altro piccolo terrapieno angolo via Farneti, costruito con l’intento di favorire i pedoni ma che, di fatto, si è rivelato una trappola per handicappati. Testimonia Lucia Pontiggia, vedova dello scrittore Giuseppe: «Mio figlio si sposta con la carrozzella elettrica, poichè il terrapieno è una montagnetta per attraversalo deve accelerare ma poi prende velocità e non riesce più a frenare in tempo prima di finire sulla strada». Conclude il consigliere Ancona: «Ho presentato due mozioni in consiglio sulla pericolosità dell’attraversamento in viale Abruzzi ma non interessa a nessuno. Ci hanno risposto che dobbiamo aspettare la ristrutturazione del viale, il prolungamento della corsia preferenziale della linea 92» Quando sarà? Risponde l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini: «Non l’anno prossimo, non c’è il progetto e non è stata fatta la gara».