Viale Certosa Per rapinare la banca sequestrano direttore e due ragazzine

Tanta paura ma nessuna conseguenza grave ieri per un sequestro a scopo di rapina dal quale, alla fine, sono usciti tutti illesi. Un colpo riuscito solo in parte.
Ieri mattina un 56enne milanese, vice direttore della Banca Popolare Commercio e Industria di viale Certosa, un istituto che opera anche come banco dei pegni e che quindi detiene molti oggetti preziosi lasciati dai privati a titolo di prestito per somme che poi periodicamente vengono restituite per riscattarli - è stato sequestrato insieme alla figlia 15enne e a un’amica della ragazza mentre si apprestava ad accompagnarle a scuola in auto. All’uscita dal box di casa sua, in via Veniero (S.Siro) il professionista è stato bloccato infatti da tre banditi con il volto coperto dal passamontagna che, dopo averlo obbligato a farli salire sulla sua auto, lo hanno costretto a recarsi in banca e poi ad aprirla, spingendo dentro sia lui sia le ragazze.
Dopo aver atteso e minacciato, uno a uno, i dipendenti che prendevano servizio, relegandoli tutti in un bagno, i banditi sono rimasti in attesa di un portavalori che però non è arrivato in orario. E quindi, ad un certo punto, hanno cambiato piano e si sono fatti aprire il caveau fuggendo con circa 130 mila euro in contanti e molti gioielli e preziosi archiviati «in pegno». Poi, intorno alle 9, la fuga.
Secondo la polizia i tre, armati di pistola, dal volto coperto e senza inflessioni dialettali, visto il modus operandi, sono sicuramente dei professionisti.