Viale Eritrea, rivolta anti-metro

Monta la protesta contro il Comune da parte di abitanti e negozianti di viale Eritrea e viale Libia. Smog e traffico alle stelle in tutto il quartiere Africano, lavori della metro B1 in grave ritardo. Questi i capi d’accusa. Ma Campidoglio e II municipio fanno orecchie da mercante. Alla manifestazione di protesta organizzata dai commercianti, ieri mattina in piazza Annibaliano, a due passi dai cantieri della metro, hanno aderito circa 200 persone. Traffico bloccato in viale Eritrea e deviato per un paio d’ore su via Asmara. Molti passanti solidarizzano con i manifestanti. Sui volantini si legge: «Chiediamo la riapertura delle strade verdi. In particolare del varco di piazza Santa Emerenziana-viale Eritrea».
Le strade verdi in questione sono in viale Libia ed Eritrea. Varchi chiusi, una sola corsia per le auto, divieto di fermata. Un incubo per tutti. «Le vie parallele, Tripolitania ed Etiopia, collassano - spiegano i negozianti -. Idem per la Salaria e la Nomentana. Chiudere l’asse Libia-Eritrea invece di fluidificare il traffico lo ingessa». I varchi su piazza S. Emerenziana e piazza Gondar, sorvegliati dai vigili, «si trasformano in tonnare siciliane - dicono - dove i tonni sono gli automobilisti ignari, disorientati e disperati nel cercare una via di fuga, arpionati dalle multe degli impietosi e mimetizzati ausiliari del traffico». Solo negli ultimi mesi in viale Eritrea 10 negozi hanno abbassato per sempre le saracinesche, spiega Silvestro Tarragoni, presidente dei commercianti della strada. Con l’inizio dei lavori i disagi sono aumentati a causa della parziale chiusura di viale Libia, della chiusura di via Bressanone e del relativo parcheggio. Ora anche via Lago di Lesina resterà chiusa per due mesi. «E il futuro non ci riserva miglioramenti - lamentano i negozianti - È prevista infatti la costruzione a piazza Annibaliano di un centro commerciale e di un edificio di sei piani destinato ad ospitare gli uffici di Romametropolitane». Di conseguenza spariranno altri posti auto e il commercio al dettaglio vivrà un futuro ancora più difficile.
Di qui la richiesta di aprire almeno uno dei due varchi. Meglio se tutti e due. «Come centrodestra abbiamo presentato in II municipio un ordine del giorno a favore dell’appello - spiega il consigliere di Fi Daniela Chiappetti -. La cantierizzazione della B1 interessa piazza Annibaliano, via di S. Costanza, via Bressanone, piazza Palombara Sabina. Tenuto conto delle difficoltà di circolazione e degli aggravi economici sul commercio, abbiamo chiesto al presidente del municipio di attivarsi presso il Comune per la riapertura dei varchi di S. Emerenziana e piazza Gondar al traffico privato». «Ma l’ordine del giorno - rimarca il consigliere di An Sara De Angelis - è stato respinto giorni fa dalla maggioranza di centro-sinistra». Purtroppo i cantieri della B1 a rilento aggravano i problemi. «In due anni di lavori - spiega Tarragoni - hanno accumulato già 14 mesi di ritardo. I responsabili si dovrebbero dimettere. È inconcepibile che a fronte di un’opera così importante, il Comune non abbia previsto un indennizzo diretto per i commercianti, ma solo 5 milioni per tutte le opere pubbliche a Roma».