Viale Monza, apre il commissariato

(...) se sul piatto ci sono problemi radicati, come lo spaccio della droga a cielo aperto, a tutte le ore del giorno ma soprattutto la notte. E l’insofferenza della gente. Che, in viale Monza, ha già fatto una fiaccolata dai toni aspri, allo scopo di riprendersi la propria vita e riemergere dal degrado.
Ieri pomeriggio Letizia Moratti ha dato un volto e concretizzato quelle che qualcuno, quel 7 febbraio, aveva stigmatizzato come chiacchiere. E dopo aver fatto intervenire all’incontro settimanale del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica 5 donne e un uomo che risiedono in viale Monza, ha fissato con il prefetto Lombardi e il vicesindaco Riccardo De Corato dei punti fermi. Così, mentre i sei abitanti mostravano al questore Vincenzo Indolfi e al comandante provinciale dei carabinieri Enzo Bernardini una documentazione fotografica corredata da proposte («perché, alla fine, i migliori investigatori siamo noi, che in viale Monza ci viviamo») e il sindaco ha promesso: l’installazione di telecamere per controllare i clienti dei pusher nelle strade più critiche (via Pasteur, via Natale Battaglia e via dei Transiti), un presidio fisso di forze dell’ordine dalle 21 alle 7, la rimozione di quei ricettacoli di droga, sporcizia, vetri di bottiglia che sono diventate ormai le fioriere lungo i marciapiedi e il monitoraggio di tutti quei locali che non chiudono e vendono alcolici tutta la notte agli spacciatori. E, quel che più conta, l’arrivo da Roma di 60 nuovi uomini che andranno a riempire i commissariati all’angolo tra viale Monza e via Platone e quello di via Lorenteggio.
«Erano uomini che avevo richiesto per Milano al ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, durante il governo Berlusconi - ha detto il sindaco -. A oggi i commissariati, che ci costano 1.900 euro al giorno, sono ancora senza personale. Se saranno riempiti entro tre mesi lo dobbiamo al grande lavoro del prefetto: grazie a lui il Governo sta rispondendo alle nostre richieste. In realtà, di uomini io, al ministro Giuliano Amato, ne avevo chiesti 500 per Milano. E continuerò a domandare».
Mentre Comune e residenti si rivedranno tra tre mesi per fare un bilancio della situazione, il prefetto ha fatto sapere che da gennaio, da viale Monza, sono già finite dietro le sbarre 94 persone. «Mica male, no?» strizza l’occhio ammiccante una delle residenti.