Vialli: «Mai usato cocaina in vita mia»

Gian Piero Scevola

da Milano

Il «non ci sto» di Gianluca Vialli è dirompente. L’accusa di far uso di cocaina per motivi personali, emersa a seguito delle intercettazioni che hanno portato all’arresto dell’ex compagno Michele Padovano, l’hanno reso furioso. Con i giornalisti non intende parlare e affida a uno studio legale il suo punto di vista.
«Con riferimento alle notizie apparse sui giornali relative ad una sua asserita acquisizione di cocaina per uso personale, Gianluca Vialli, profondamente scosso da quanto è stato pubblicato, dichiara di non avere mai fatto uso di tale sostanza in vita sua e di essere pertanto completamente estraneo alla vicenda».
È quanto fa sapere attraverso il suo consulente legale, il professor Federico Grosso, l’ex calciatore Vialli, il cui nome è stato associato a quello di Padovano, accusato di associazione per delinquere finalizzata a traffico internazionale di droga. L’avvocato Grosso assicura che Vialli, attualmente opinionista di Sky e punta di diamante della squadra del network televisivo ai prossimi mondiali, «è convinto che presto emergerà che i testi delle intercettazioni telefoniche pubblicate hanno un significato completamente diverso rispetto alla interpretazione prospettata».
L’avvocato Grosso è andato oltre: «Gianluca è fuori di sé, ne va della sua immagine e del suo buon nome. Quando ha letto i giornali, ha fatto un salto. Ribadisco, con la coca non ha niente a che fare. Quanto alle conseguenze legali, per ora non daremo querela a chi l’ha tirato in ballo. Prendiamo le intercettazioni per quello che sono. Più avanti valuteremo».
Certo che la botta per quello che potrebbe essere il prossimo allenatore della Juventus è davvero grossa. «Qui ci va di mezzo la mia immagine e un’intera vita dedicata al calcio», ha confessato ad amici stretti il giocatore, scosso e turbato come mai gli era capitato.