Il «Viareggio» chiude ma non in bellezza

da Viareggio
Doveva essere una festa, invece è stata una guerra. La 78ª edizione del premio Viareggio-Repaci sarà ricordata come la più litigiosa degli ultimi anni, caratterizzata da polemiche, dimissioni e perfino da promesse di querele. Ieri sera sono stati premiati i vincitori di tre delle quattro sezioni previste: Filippo Tuena con Ultimo Parallelo (Rizzoli) per la narrativa; Silvia Bre con Marmo (Einaudi) per la poesia; e Paolo Mauri con Buio (Einaudi) per la saggistica. È venuta meno l’assegnazione del premio all’Opera prima, ha detto la presidente Rosanna Bettarini, «per assenza di requisiti da regolamento», ma proprio questo motivo ha fatto scattare un’ulteriore reazione: «Se è così, perché non se ne era accorta prima con tutta la giuria?» hanno detto in coro i finalisti Simona Baldanzi, Paolo Colagrande e Paolo Fallai, tra cui nessuno risulta vincitore.
Questo episodio è solo l’ultimo di una serie incredibile di colpi di scena che ha cadenzato l’edizione 2007 del premio. Il primo è stato la «spaccatura» dei giurati, con le dimissioni di 12 commissari su 22, che hanno accusato la presidente Bettarini di comportamento «autocrate» e «dittatoriale» (per aver nominato 4 nuovi commissari ben oltre la data limite del 15 maggio). Nella «piccola fronda», come la Bettarini ha bollato i commissari ribelli, c’era anche Alba Donati, l’ormai- ex-segretaria letteraria del premio, che ha anticipato l’intenzione di querelare la presidente per aver pubblicato sul sito web del premio parte del carteggio privato tra la presidenza e i giurati, comprendente anche insinuazioni su interessi privati della segretaria riguardo l’esito finale del premio. I tentativi di appianare le divergenze non hanno avuto effetto e così ieri mattina, all’annuncio dei vincitori, la Bettarini ha spiegato alcuni suoi comportamenti: «Fin dall’inizio ho detto che interpretavo la mia funzione in maniera quasi notarile e mi sono comportata secondo le regole. La discussione è stata legittima». Marco Marcucci, sindaco viareggino, ha però sottolineato come ora lo statuto del premio vada rivisto, per «ridefinire le regole e ridurre gli spazi interpretativi».