Viareggio, dopo i giurati se ne vanno gli autori

In mostra al Musée d’Orsay di Parigi duecento capolavori appartenuti o commissionati dal geniale gallerista di Picasso, Renoir, Cézanne e Gauguin

Basta, così non va. Cosa c’entra questo vortice di polemiche con un premio letterario? Così ha pensato Franco Loi, poeta 77enne finalista al Viareggio-Repaci con la raccolta di versi Voci di Osteria (Mondadori). Ha pensato, e agito di conseguenza: telefonando ieri alla segreteria del Comune viareggino per comunicare la sua volontà di escludersi dalla competizione. «E se vincesse, accetterebbe il premio?», gli hanno chiesto dal Comune. «No, lo rifiuterei».
Franco Loi, dunque, questa sera non sarà alla cerimonia di premiazione. Qual è il motivo che l’ha spinto a questa decisione? «Io non ho seguito molto le polemiche degli ultimi giorni, non ne so granché. Però ho sfogliato i giornali, ho visto quello che stava succedendo. E mi è sembrato spiacevole andare in un luogo di liti, in una situazione incresciosa che non ha nulla a che fare con un incontro di poesia e letteratura. Non so cosa faranno gli altri autori finalisti, ma per quel che mi riguarda, io mi sentirei a disagio. Tutte queste polemiche sono un’assurdità».
Dunque il premio, dopo metà della giuria, ha perso ieri uno dei suoi autori più illustri. Ma potrà tutto questo scompiglio minacciare la credibilità del premio stesso? «Non saprei - risponde Loi -. Del resto, non è la prima volta che al “Viareggio” ci sono discussioni. Però quest’anno ci vado di mezzo io, quindi mi tiro fuori. Mi dispiace molto, perché sarei stato felice di partecipare. Ma, mio malgrado, dico che non voglio immischiarmi con quanto sta succedendo».
Intanto, nella tarda mattinata di ieri, la giuria (senza Mario Santagostini, dimessosi pure lui) ha chiuso le votazioni e ha scelto i vincitori della 78ª edizione del premio. Oggi si conosceranno i nomi, stasera la cerimonia di premiazione. E se come poeta vincitore fosse stato votato proprio Franco Loi?