Il «Viareggio» verso una giuria dimezzata

Non riesce a trovare pace la 78ª edizione del premio letterario Viareggio-Repaci. Le polemiche non si placano. Anche se, stando agli ultimi sviluppi, sembra che il premio verrà comunque assegnato, pur con una giuria dimezzata. Quasi tutti i membri della «fronda», i contestatori della presidente Rosanna Bettarini, hanno infatti annunciato ieri le loro dimissioni al sindaco di Viareggio, Marco Marcucci. «È stato voluto questo gesto in assenza di un passo indietro decisivo del presidente Rosanna Bettarini e per evitare un blocco tecnico del premio, che potrà essere assegnato con un quorum inferiore», ha spiegato lo scrittore Giorgio Van Straten, capofila della protesta. I giurati dimessi, come ha riferito sempre Van Straten, sono otto, tutti compresi tra i dieci che in una lettera dei giorni scorsi avevano criticato la Bettarini per il suo «autoritarismo» nel gestire l’andamento del premio. Le dimissioni, va detto, erano nell’aria da giorni. Oggi alle 16, in ogni caso, la giuria si riunisce all’hotel Explanade per votare i vincitori. Una giuria «monca», con un quorum diventato dunque più basso. Ma tant’è, la soluzione appare ora accettabile di fronte al rischio, più volte paventato negli ultimi tempi, che il premio saltasse. Sulla polemica è intervenuta ieri anche la poetessa Gabriella Sobrino (per quarant’anni segretaria del Premio e memoria storica del concorso) che domani presenta proprio a Viareggio il suo libro di poesie La corazza nuda. La poetessa ha lanciato un appello «per salvare il premio Viareggio». «Lo dico anche al Comune di Viareggio, che ci investe denari, ed ai viareggini: non fate morire il vostro premio».