Il Vicariato: «Più rispetto per il culto, una vergogna»

Dovrebbe essere rimosso oggi stesso il mega manifesto che pubblicizza la versione cinematografica del «Codice da Vinci» - il libro che ha attirato preoccupate critiche da parte della Chiesa e dell’Opus Dei - che campeggia sulla facciata della chiesa romana di San Pantaleo, nei pressi di piazza Vittorio. Il rettore della parrocchia, padre Adolfo Garcia Duran, ha subito protestato e il Vicariato - secondo quanto conferma l’ufficio comunicazioni sociali dello stesso Vicariato - ha già chiesto in una lettera alle autorità competenti che si intervenga per togliere il contestato cartellone. Lo stesso ufficio spiega che l’affissione era avvenuta «senza chiedere il consenso di tutte le parti interessate» come invece avviene di solito. Un consenso che probabilmente l’agenzia pubblicitaria che ha affisso il mega-manifesto aveva dato per «tacito». Per una singolare coincidenza il manifesto che pubblicizza il film tratto dal Codice da Vinci era stato appeso sulla facciata di S.Pantaleo proprio nei giorni in cui, nel Venerdì santo, il predicatore pontificio padre Raniero Cantalamessa, si scagliava contro lo stesso romanzo/film, ricordando che era strumentalmente critico nei confronti della Chiesa cattolica. La chiesa di San Pantaleo è in restauro, con lavori a cura del ministero dell’Interno che ha anche la proprietà dell’edificio e, come spesso accade, la facciata è stata coperta con un telone pubblicitario. Il caso ha voluto che fosse scelto proprio il Codice di Dan Brown, fortunatissimo libro, e prossimo film in cui, tra l’altro, si racconta di un Gesù sposato con Maria Maddalena, e che San Giovanni minaccerebbe di morte. Dura la condanna da parte di mons. Marco Frisina, direttore dell’Ufficio liturgico del Vicariato di Roma e direttore dell’orchestra e del coro della Diocesi di Roma: a suo avviso il manifesto è «offensivo». «Il Codice da Vinci - sottolinea - è solo uno sfruttamento commerciale molto intelligente e strategico. Però attaccare una mega-locandina sulla facciata di una Chiesa in restauro è una provocazione ancora più evidente. E poi, davanti a una Chiesa del centro. Di fronte a un tale sfruttamento commerciale - ammonisce - non c’è alcun ritegno e non si guarda in faccia a nessuno. Ora dobbiamo subire anche i manifesti sulle chiese. Arriveranno anche alla facciata del Vicariato? Noi chiediamo il rispetto per i luoghi di culto e che almeno la scelta della pubblicità venga concordata con il parroco».