Il vice-Formigoni: «La Lega peserà di più»

Onestamente è stata una sorpresa, ma quando le sorprese sono così piacevoli ben vengano. Auguro a tutti queste notizie». Andrea Gibelli, 42 anni, parlamentare dal 1994, presidente della commissione Industria e Attività produttive, due bambine di quattro e sette anni, è il prescelto della Lega come numero due di Roberto Formigoni. «Una telefonata di Giancarlo Giorgetti ieri sera (lunedì scorso, ndr) mi ha comunicato che il federale aveva stabilito il listino. Per la prima volta questa ipotesi era stata ventilata una decina di giorni fa».
Lei era stabilmente a Roma da più di tre lustri. Come ha preso il ritorno a casa?
«Sono veramente molto contento dell’opportunità che mi è stata offerta e farò tutto quel che è nelle mie possibilità per dare il massimo alla Regione Lombardia, che per la Lega nord è l’istituzione più alta. Credo di essere stato scelto per la mia esperienza sul fronte romano del federalismo e del federalismo fiscale e per l’esperienza personale da presidente della commissione Attività produttive, che mi ha permesso di aprire un focus sullo sviluppo delle piccole e medie imprese e su tutto il tema legato alle Pmi».
Vuol dire che la Lega punta all’assessorato all’Industria o all’Artigianato?
«Lei fa il suo mestiere chiedendolo. Io osservo solo che le Pmi rappresentano il tessuto produttivo e sociale della Lombardia e grazie ad esse la regione ha gli elementi più credibili per superare la crisi prima degli altri».
Quali sono le priorità della Lega in Lombardia?
«La Lombardia si candida a essere faro del federalismo e dell’identità. Il federalismo è una necessità storica inderogabile e la Lombardia, che è protagonista da alcuni anni, dirà la sua ancora di più. L’attuazione del titolo V riproporrà le questioni aperte e la Lombardia potrà fare da apripista del federalismo fiscale. La Lega è nata per questo. La Lombardia, anche grazie allo Statuto, sia la punta del federalismo».
Che rapporti con Roberto Formigoni?
«Conosco Roberto Formigoni, c’è un rapporto buono. Le racconto un aneddoto: nel 2000 venne siglata l’alleanza tra l’allora Casa delle libertà e la Lega. In quell’occasione per definire il programma elettorale della Lombardia venimmo designati Raffaele Cattaneo, che allora lavorava nella segreteria di Formigoni, e io, che ero nella segreteria di via Bellerio. Da allora abbiamo potuto conoscerci, confrontarci e portare avanti alcuni temi».
Un settore in cui la Lega pensa di far meglio di quel che è stato realizzato finora?
«Per anni ho seguito i Trasporti e penso che la scommessa dei prossimi anni sia portare avanti il trasporto pubblico locale, così che possa svilupparsi in modo adeguato. Se confrontiamo la Baviera con la Lombardia, la differenza sarebbe minima, ma in termini di chilometri di ferrovie, la Baviera ne ha cinque volte di più. I lombardi meritano un servizio assolutamente migliorato. È chiaro che noi siamo per l’intermodalità e quindi riteniamo lo sforzo fatto sulle autostrade coerente per un Paese costruito con la gomma. Pedemontana e Brebemi sono un elemento di continuità indispensabile».
Quale delega si aspetta per sé? E quante e quali altre per gli uomini della Lega?
«Lascio alle segreterie lo svolgimento di questo compito. Ciò non toglie che la Lega, cresciuta in maniera evidente, occuperà posizioni sempre più rilevanti nel governo della Regione. Nel ’95 eravamo poco sopra il dieci per cento, adesso navighiamo molto oltre il 20 per cento e quindi le segreterie dei partiti non potranno non tenerne conto».