Il vice di Saddam che parlava con l'Occidente

Unico cristiano e cattolico, di fede
caldea, nell’<em>entourage</em> di Saddam Hussein, Tareq Aziz è stato
l’uomo del quale si è servito l’ex dittatore per aprire un
ponte con la comunità internazionale

Unico cristiano e cattolico, di fede caldea, nell’entourage di Saddam Hussein, Tareq Aziz è stato l’uomo del quale si è servito l’ex dittatore per aprire un ponte con la comunità internazionale. Nato nel 1936 vicino Mosul, laureato in lingua e letteratura inglese, giornalista, è stato ministro degli Esteri e vicepremier durante la dittatura di Saddam.

Le misure in materia religiosa Il suo vero nome è Mikhail Yuhanna. Aziz ha sempre messo in secondo piano la sua appartenenza religiosa, presentandosi prima di tutto come arabo iracheno e membro del Baath. Davanti alla nazionalizzazione delle scuole cristiane "non ha mosso ciglio", stessa cosa con il provvedimento per l’insegnamento obbligatorio del Corano. Membro del Comando del Consiglio della Rivoluzione, per la sua imperturbabilità, per la grande conoscenza dei meccanismi della diplomazia e per la sua fedeltà al regime è stato definito anche il "Gromiko di Bagdad".

Il colloquio con il Papa Il vicepremier iracheno il 14 febbraio 2003 è stato ricevuto per un colloquio di circa mezz’ora dal Papa Giovanni Paolo II. Dinanzi alle continue pressioni esercitate dagli Usa perchè la dirigenza irachena si dimettesse, Tareq Aziz aveva così risposto: "Qualcuno non comprende che siamo patrioti. Noi in Iraq siamo nati e in Iraq moriremo".