Viceministri, schiarite: Infrastrutture a Castelli, la Brambilla al Turismo

Braccio di ferro su Viminale e Infrastrutture: Maroni non vuole cedere a
Mantovano la delega sulla polizia e Matteoli si rifiuta di
fare suo vice Castelli. Prime indiscrezioni: Romani alle Comunicazioni, Fazio per la Salute. Lunedì cdm per le nomine e il giuramento

Roma - Dopo il giuramento di ieri il governo Berlusconi IV è entrato a Palazzo Chigi, ma per il presidente del Consiglio i sonni sono sempre agitati. Il secondo tempo per la squadra di governo riguarda la nomina dei viceministri e dei sottosegretari. Atmosfera non proprio idilliaca, dove esclusi e scontenti dalla prima tornata di nomine, tentano di aggiudicarsi un posto al sole. Si sta definendo il puzzle dei viceministri. Mentre è ancora in corso a palazzo Grazioli l’incontro tra Silvio Berlusconi e i vertici di Forza Italia, le ultime indiscrezioni parlano di novità in arrivo per il caso Brambilla. Il presidente dei Circoli della libertà potrebbe avere la delega al turismo (che riguarda il ministero dello Sviluppo economico), ma non ci sono conferme a riguardo. Questa mattina Michela Brambilla è stata ricevuta dal Cavaliere ma non si è sbilanciata sul suo futuro. In pole per la delega alla Salute sarebbe tornato Ferruccio Fazio. Restano salde le quotazioni di Roberto Castelli della Lega alle Infrastrutture con delega al Nord. Adolfo Urso di An è sempre tra i più accreditati per andare Commercio con l’Estero, mentre le Comunicazioni spetterebbero a Paolo Romani di Forza Italia. Ancora non è stato deciso il numero dei vice: allo stato, il presidente del Consiglio sarebbe orientato a tenere basso (a quota cinque) rispetto ai nove di cui si parlava in queste ore. Ancora aperta la partita dei sottosegretari: la nomina è confermata per lunedì.

La minaccia del Cavaliere Il premier, assillato dal troppo bussare dei pretendenti al portone di Palazzo Chigi, minaccia di azzerrare tutto e nominare solo sottosegretari. A confortare il Cavaliere su questa possibile, ma difficile strada, Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione legislativa. Viceministri? "Credo che ridurre il numero sia una buona cosa", propone l’esponente del Carroccio. Il premier dovrà usare il bilancino del farmacista per accontentare tutti i 5-6 partiti che compongono la coalizione senza sforare il tetto dei sessanta componenti previsto dalla legge, ministri compresi.

Braccio di ferro fra An e Lega Il braccio di ferro più duro è quello tra Alleanza nazionale e Lega per quanto può riguardare la cessione delle deleghe dei viceministri, anche deleghe pesanti, come il caso del Viminale e delle Infrastrutture laddove il rifiuto di Maroni a cedere a Mantovano la delega sulla polizia ed il rifiuto di Matteoli di fare suo vice Castelli, innescherebbe forti turbolenze per il neonato Berlusconi IV. Per non dimenticare il "derby" tra Brambilla e Fazio per la delega sulla Salute che blocca, nell’effetto domino, le nomina degli altri viceministri.

Accordo entro lunedì Nonostante nervosismi e mal di pancia il fine settimana dovrebbe servire per comporre la contesa in modo da arrivare lunedì ad un accordo che, comunque vada, potrebbe avere in autunno una nuova coda nel caso il Premier decidesse di aumentare il numero dei membri del governo. Non è da meno la carica dei sottosegretari, ultimo spiaggia per tanti. I posti sono 38-39, i pretendenti oltre un centinaio. Secondo il "manuale Cencelli", riveduto e corretto, ad An dovrebbero andare 8 settosegretariati, 7 alla Lega Nord, 3-4 agli alleati "nanetti". Tutto il resto a Forza Italia.

Lunedì cdm per le nomine dei sottosegretari Il Consiglio dei ministri è convocato lunedì 12 maggio alle ore 11 a Palazzo Chigi per la nomina dei Sottosegretari di Stato. Lo rende la Presidenza del Consiglio, il giuramento è fissato alle ore 19.