Il viceministro specialista in figuracce

Sin dal suo esordio come numero due all’Economia, ha collezionato gaffe e smentite

da Roma

«Se avessi fatto personalmente i calcoli, non li avrei sbagliati». Anziché scusarsi per il danno fatto nel caso dell’Iva reatroattiva sugli immobili, Vincenzo Visco liquidò così la questione in un’audizione parlamentare. La norma, contenuta nel decreto «Bersani-Visco» varato in luglio, venne modificata dallo stesso viceministro dell’Economia dopo le vivaci proteste delle società interessate e della Confindustria. Ma nel frattempo aveva provocato grossi danni: tanto per fare un esempio, nei giorni immediatamente successivi al decreto, il comparto dei titoli immobiliari aveva perso in Borsa qualcosa come un miliardo di euro.
Con tale esordio, come non prevedere altre gaffe? E infatti, ne è arrivata una bella grossa con il varo della legge finanziaria il 30 settembre. Commentando a caldo, la manovra sull’Irpef, Visco disse: «Nessuno ci perderà fino a 40mila euro». Le cose non stavano proprio così. Dopo i primi calcoli, anche quelli «fai-da-te» fatti sui siti internet di alcuni quotidiani, molti contribuenti si accorsero di perderci anche con un reddito molto più basso, per intenderci dai 30mila euro in su. Per non parlare poi delle incongruenze fra la tassazione dei single e delle famiglie. Anche qui sono state necessarie modifiche al sistema delle detrazioni, ancora non concluse definitivamente a oltre un mese di distanza dalla notte della Finanziaria.
E vogliamo parlare del superbollo auto? Visco, dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla modifica - l’ennesima - della tassazione a carico delle auto «non euro-4» e su quelle superiori ai 100kw di potenza, ha affermato: «Il superbollo ci sarà solo sull’8% delle vetture». È stato clamorosamente smentito dai produttori: i rincari varranno per il 90% del parco auto circolante. Ma, in fondo, un 82% di differenza per il viceministro è poca cosa. Forse, anche in questo caso, non aveva fatto i calcoli «personalmente».