«Vicenda Bnl ancora aperta Unipol non resterà da sola»

«Possibili nuovi arrivi nella compagine di controllo »

Antonio Signorini

da Roma

Forse è ancora troppo presto per far calare il sipario sulla vicenda Unipol-Bnl. L’Opa della compagnia assicurativa delle cooperative sull’istituto di via Veneto è un fatto molto positivo, ma non è ancora detto che quando i giochi saranno fatti nella cabina di regia di Bnl ci sarà solo Unipol. A sostenerlo è Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ed esponente di Forza Italia, da sempre vicino alle posizioni del governatore di Bankitalia Antonio Fazio, convinto che martedì sia stata una «giornata storica».
Perché?
«Perché la sentenza del Tar (che ha respinto il ricorso dell’Abn Amro contro le autorizzazioni di Bankitalia), il via libera della Consob alle Opa di Fiorani e anche la riunione del Cicr mettono fine a questa vicenda nella direzione che io avevo auspicato».
Lei sostiene quindi che la partita delle due Opa sia conclusa?
«Lo scenario a questo punto è abbastanza prevedibile: Fiorani porterà a termine l’Opa su Antonveneta e l’Unipol quella su Bnl. Un fatto positivo perché, come ho detto fin dall’inizio, la difesa del sistema produttivo del Paese è maggiormente garantita da azionisti italiani».
Che valore industriale potrebbero avere le due Opa?
«La fusione della Popolare con Antonveneta è un progetto industriale di enorme valore perché si aggregano due banche che operano nelle due regioni più ricche e forti del Paese. Una cosa molto diversa dalla prospettiva che proponevano gli olandesi».
E Unipol?
«Va seguita con interesse perché sarà il primo esprimento di una banca-assicurazione. Tuttavia non ritengo che si sia già all’ultimo giro».
In che senso?
«Potrebbero accadere altri fatti tali da integrare la composizione della maggioranza che governerà Bnl».
Sia più chiaro, chi entrerà?
«Non voglio dire di più».
In queste vicende sono stati in molti a sollevare dubbi sulla vigilanza, quindi sulla Banca d’Italia. L’ultimo è stato il leader dell’Unione Romano Prodi...
«Quell’intervista è un vero autogol. Ha detto che Fazio non è un arbitro imparziale proprio quando il Tar, il Cicr e anche l’Unione europea hanno riconosciuto l’assoluta correttezza della Banca d’Italia. La verità è che due gruppi italiani, rispettando le regole del mercato, hanno posto le condizioni per vincere due Opa che sono state le più tormentate e importanti del sistema bancario italiano».