La vicenda Il prof minaccia le dimissioni E la Torino della cultura scende in piazza

Violenza sessuale e malversazione: sono questi i reati per i quali procede la magistratura torinese nell’indagine su Giuliano Soria, il presidente dell’associazione culturale «Grinzane Cavour».
Il procedimento si sviluppa lungo due direttrici. Da un lato c’è la denuncia di un giovane originario di Mauritius, che ha lavorato per qualche tempo come addetto alle pulizie per l’associazione e poi ha prestato assistenza alla mamma di Soria: a suo dire, ha ricevuto insulti e attenzioni sgradite.
Il secondo filone (la malversazione a danno dello Stato) è legato alla gestione dei finanziamenti pubblici: si vuole capire se una parte del denaro sia stato impiegato per motivi privati, come il pagamento di voli, soggiorni in alberghi, regalie a personalità e a familiari di alti esponenti politici piemontesi. Non hanno per adesso un rilievo penalistico gli accertamenti dell’ispettorato del lavoro sulla posizione contrattuale dei collaboratori dell’associazione. Bisogna valutare se le accuse non siano state lanciate per risentimenti personali o per invidia per l’attività del «Grinzane Cavour».
Soria sarebbe vicino alle dimissioni e la Torino della cultura, sbigottita e incredula per l’accaduto, scende in piazza per solidarietà. Oggi la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, riferirà al Consiglio regionale sui contributi stanziati a favore del Grinzane. «Se ci sono state delle scorrettezze - ha detto - che sono sfuggite malgrado i nostri controlli, le verificheremo». Sulla possibile decisione di Soria di dimettersi, la Bresso ha aggiunto: «Non credo che qualcuno debba dimettersi sulla base di un’inchiesta. Aprire un’inchiesta non vuol dire averla chiusa».