Una vicenda da romanzo. La mamma è sposata con il suo primo marito ma ha una storia clandestina. Nasce un bimbo che sceglie di dare in adozione. Il padre è lo stesso di Ian McEwan e il fratello perduto della porta accanto Lo scrittore scopre dopo 60 ann

da Londra

Lo scrittore e il muratore vivono a pochi chilometri di distanza. Stessa città, vite diverse. Non hanno nulla in comune. Il primo si chiama Ian McEwan ed è famoso in tutto il mondo. L’altro si chiama David Sharp e non ha mai letto un suo libro. Ma c’è qualcosa che li lega: il sangue. Sono fratelli, ma l’hanno scoperto dopo 60 anni. Sconosciuti l’uno all’altro.
La storia risale alla seconda guerra mondiale, ambientazione temporale di uno dei suoi libri più fortunati, Espiazione. Una storia di tradimento e peccato, amore proibito e senso di colpa. Abbandono e silenzio. Gli ingredienti di cui si nutre tutta la letteratura di Ian McEwan, protagonista involontario di una trama che sembra nata dalla sua stessa fantasia.
Cinque anni fa il celebre scrittore britannico ha scoperto di avere un fratello che non aveva mai conosciuto, e di cui la madre si era sbarazzata appena nato. Un figlio del peccato, frutto dell’amore clandestino tra Rose Wort e David McEwan, futuri genitori del romanziere. All’epoca (1942) la donna era ancora sposata con il suo primo marito Ernest Wort, richiamato alla armi durante il conflitto mondiale per combattere le forze naziste. Durante la sua assenza Rose conosce e si innamora di David, un ufficiale dell’esercito scozzese. Pochi mesi dopo l’inizio della loro relazione, rimane incinta. Decide di non abortire, ma di liberarsi del neonato poco prima che il marito facesse ritorno dal fronte. Neppure i suoi due precedenti figli, Roy e Margaret, si accorgono di nulla. Un annuncio sul giornale locale, l’incontro fugace con la futura madre alla stazione di Reading, la separazione dal bimbo, chiamato David. Un epilogo sigillato dal giuramento tra le due donne di custodire il segreto per sempre. Un patto tenacemente rispettato per quasi sessant’anni, fino a quando una zia materna di David ha tradito la promessa fatta alla sorella Rose.
Da tempo David Sharp, dal nome della famiglia che lo aveva accolto, stava cercando i suoi genitori naturali. Senza successo. Un giorno David scorge tra le scartoffie di casa un ritaglio del giornale Reading Mercury. È l’inserzione pubblicata anni prima da sua madre Rose. «Cercasi casa per un bambino di un mese; completa rinuncia. Contattare il box 173, Mercury, Reading». L’indizio che gli mancava. Decide di rivolgersi al Servizio dell’Esercito della Salvezza che rintraccia le famiglie divise. Passo dopo passo risale fino alla madre naturale, morta nel 2003 e a quella zia materna che gli racconterà della storia d’amore di Rose e David McEwan. «La mia madre adottiva le aveva giurato che avrebbe mantenuto il segreto - ricorda David -. Si sentiva molto in colpa per avermi rivelato dell’adozione, e per aver cospirato contro di me». Eppure il giuramento aveva resistito anche alla scomparsa del marito Ernest, morto durante lo sbarco in Normandia. In seguito Rose e David avevano potuto ufficializzare la loro relazione, sposandosi nel 1947. Un anno più tardi era nato Ian, ma nonostante il rapporto ormai regolarizzato, Rose aveva tenuto fede alla promessa scritta sull’inserzione: completa rinuncia. Così le vite dei fratelli David e Ian non sarebbero potute essere più diverse, nonostante la prossimità geografica che li ha visti vivere per diversi decenni a pochi chilometri di distanza (il primo nel Wallingford, lo scrittore ad Oxford). David, oggi 64 anni, abbandonata la scuola prematuramente, ha sempre lavorato come muratore; Ian dopo aver completato gli studi in prestigiose università si è affermato come uno dei più rinomati scrittori contemporanei. Romanziere di fama internazionale, ma anche un perfetto sconosciuto agli occhi di David, che ora però sembra intenzionato a seguire le orme del fratello scrivendo un’autobiografia. «Non avevo mai sentito il suo nome. Naturalmente dopo averlo conosciuto, ho rimediato leggendo tutti i suoi libri. Ma in fondo non mi interessa chi sia, è mio fratello, non cambia nulla se è uno spazzino o uno scrittore». Altrettanto felice per la scoperta McEwan, che ha ricordato il primo incontro con David avvenuto in un pub. «Lui aveva delle cose da dire e io le mie. È una vicenda personale, non un segreto. David si è messo in contatto con la nostra famiglia 5 anni fa ed è stata una grande sorpresa e un piacere scoprire di avere un altro fratello. Abbiamo partecipato al matrimonio di sua figlia lo scorso anno. Mi dispiace non aver mai avuto la possibilità di conoscere i suoi genitori». Un finale a lieto fine, non proprio nello stile McEwan.