la VICENDA

LA SCALATA ANTONVENETA
Il ruolo del governatore viene messo in discussione perché accusato di aver favorito l’amministratore delegato di Banca popolare italiana, Gianpiero Fiorani, nella sua scalata ad Antonveneta, contesa anche dalla olandese Abn Amro
LE INCHIESTE GIUDIZIARIE
Le Procure di Milano e Roma indagano sull’operazione Antonveneta. Il 17 maggio Milano iscrive Fiorani nel registro degli indagati, il 4 luglio la procura romana fa lo stesso con Francesco Frasca, capo della Vigilanza di Bankitalia.
LE INTERCETTAZIONI
Il Giornale pubblica le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Milano, dalle quali emerge un rapporto confidenziale tra Fazio e Fiorani
GOVERNATORE NEL MIRINO
Il 26 agosto Fazio difende il suo operato davanti al Cicr (Comitato per il credito e il risparmio). Il 2 settembre il Consiglio dei ministri approva la riforma dello statuto di Bankitalia: il mandato del governatore viene limitato a 7 anni.
SINISCALCO: FAZIO VADA VIA
Il 4 settembre Siniscalco afferma: «Dopo la riforma ci aspettavamo le sue dimissioni».
BCE: IMPOTENTI SU FAZIO
Il 10 settembre il presidente della Banca centrale europea Trichet afferma: «il governo italiano, come ogni istituzione, ha la responsabilità sul caso Fazio». Il 15 settembre il governatore spiega le sue ragioni in una lettera al Consiglio direttivo della Bce.
FAZIO INDAGATO A ROMA
Il governatore viene indagato a Roma. Siniscalco rincara la dose: «Il mio giudizio su Fazio rimane severo»