Vicente Sicluna Hernández

Fornito di una stupefacente somiglianza fisica con don Giussani (almeno stando alle foto), questo sacerdote spagnolo di origine maltese nacque nel 1859 a Valencia. Si orientò prestissimo verso la vita ecclesiastica ed entrò in seminario. Nel contempo studiava anche da maestro e nel 1878 conseguì il titolo statale per l’insegnamento nelle scuole elementari. Nel 1884 fu ordinato sacerdote e destinato come coadiutore ad Albaida. Nel 1894 fu nominato economo a Serra. Il resto della vita lo passò come parroco a Navarrés. La sua abilitazione professionale non gli servì nelle scuole statali, ma le sue capacità furono messe al servizio gratuito dei bambini che avevano bisogno di ripetizioni, specialmente in spagnolo e latino. Dotato di profonda cultura e preparazione teologica, era molto ricercato come direttore spirituale e consigliere anche dai colleghi sacerdoti. Don Vicente era il punto di riferimento della sua parrocchia e non solo, viste le attività caritative, soprattutto a favore degli ammalati, in cui si spendeva. Chi aveva bisogno di lui lo trovava, a qualsiasi ora, in preghiera davanti al tabernacolo (una “ricarica delle pile” che troppi preti, oggi, dimenticano di effettuare, autoingolfati come sono in mille attivismi). Alle sue omelie tutti pendevano dalle sue labbra: lo chiamavano pico de oro, bocca d’oro. Nel 1929 aggiunse anche la direzione spirituale del sindacato degli agricoltori. Ma venne il 1936 e la guerra civile. Un prete così amato e influente non poteva essere lasciato in circolazione. Fu infatti preso e fucilato dai miliziani a Bolbaite. www.rinocammilleri.it