Vicente Soler & C.

Si tratta di otto religiosi dell’ordine degli Agostiniani Recolletti uccisi dai miliziani rossi nel 1936, all’inizio della guerra civile spagnola. L’eccidio fu consumato nella città di Motril, in diocesi di Granada. Nel monastero cittadino degli agostiniani qualcuna delle vittime era arrivata da pochissime settimane. Le cose andarono così: il 25 luglio 1936 alle sei di mattina i miliziani assaltarono il monastero, trascinarono fuori alcuni agostiniani e li fucilarono per strada. Erano i padri Deogracias Palacios, José Rada, León Inchausti e Julián Moreno, più il frate José Díez. La mattina seguente i rojos si occuparono della chiesa parrocchiale. Trascinarono fuori il parroco, don Manuel Martín, e il sacerdote agostiniano Vicente Pinilla. I due furono abbattuti e fucilate e i cadaveri oltraggiati in vario modo. Il padre agostiniano Vicente Soler era riuscito a sfuggire al primo eccidio e si era infilato in una casa di conoscenti. Ma prima o poi doveva pur mettere il naso fuori. Infatti, fu così che venne riconosciuto, acciuffato e tenuto prigioniero per qualche giorno prima di venire anch’egli fucilato. La cosa significativa è che a Motril la guerra non era ancora arrivata, perciò fu proprio una mattanza dovuta a puro odio ideologico. I miliziani erano arrivati su camion fin dal 1931, armati fino ai denti, ed era subito cominciata la caccia al prete. Violenze, minacce alle suore, assalti alle chiese, devastazioni di conventi si moltiplicarono. Nel 1936 quasi tutte le chiese di Motril erano state incendiate e nel luglio cominciarono anche le esecuzioni sommarie.