Vicenza, crollano gli alibi sul patto con gli Usa: "Il premier sapeva tutto"

L’accusa di De Gregorio, presidente della commissione Difesa. I Verdi: "Dichiarazioni gravi, vogliamo la verità"

Roma - Di smentita in smentita, la questione delle basi americane in Italia sta diventando per l’Unione un disastroso guazzabuglio. Litigano e si smentiscono a vicenda i ministri della Difesa e dell’Ambiente, Arturo Parisi e Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente della commissione Difesa del Senato, Sergio De Gregorio, smentisce Prodi, che di Vicenza «sapeva tutto» fin dall’inizio. Intanto, il portavoce della base di Sigonella, Alberto Lunetta, sostiene che «non c’è alcun piano per la costruzione di nuove unità abitative militari». Ma il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli (Margherita), dice al Giornale che «il signore è poco informato: esiste una società che ha speso già 200mila euro per progettazione e sondaggi in loco, e non credo che si sia inventato un’operazione del genere...».
Il bluff di Vicenza. Il governo cerca invano di scaricare la responsabilità della decisione dell’ampliamento della base, la cosiddetta «Ederle due», sull’amministrazione cittadina. Per dirla con il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, «la discussione va smaltita a livello locale» e «molto dipenderà da come questo insediamento sarà costruito, è importante come si inserisce nell’aspetto urbanistico». Con tutta la buona volontà, non sembra che l’affare possa essere ridotto a un «problemino» di competenza dell’assessore all’Urbanistica. Ieri la commissione Difesa del Senato è andata a visitare l’area dell’aeroporto «Del Molin». Ma il presidente della commissione, l’ex dipietrista De Gregorio, fa crollare la tesi governativa. «Prodi era a conoscenza della questione fin dal momento del suo insediamento a Palazzo Chigi», dice. Vana la difesa d’ufficio del leader ds, Piero Fassino, secondo il quale «gli impegni di politica estera si onorano anche se assunti da governi precedenti. Per di più il Comune di Vicenza ha dato le autorizzazioni per l’allargamento della base, e il governo Prodi si è trovato in una situazione nella quale ha dovuto prendere atto di decisioni già assunte». Meno risibilmente, il consigliere regionale dei Verdi, Bettin, sostiene che «le dichiarazioni del senatore De Gregorio, se confermate, sarebbero molto gravi: da tempo chiediamo verità e chiarezza al governo».
Lotta dura senza paura. Anche se, come dice De Gregorio, «indietro sarà difficile che si possa tornare», la sinistra radicale e il deputato vicentino Mauro Fabris (Udeur) sperano ancora che si possa tenere un referendum cittadino. Il caso Vicenza ha già spezzato però solidarietà di partito, di coalizione e di governo. Gli esponenti della Margherita locale, già autosospesi, hanno chiesto di incontrare Prodi. Intanto, il ministro Pecoraro in un’intervista ha parlato di «impegni presi a giugno e non mantenuti». Prodi avrebbe infatti promesso un «monitoraggio sugli impegni militari italiani che poi è stato boicottato - accusa Pecoraro -, e invece ci siamo trovati di fronte all’ampliamento di Vicenza, che Parisi aveva categoricamente escluso. Non siamo noi, perciò a non rispettare i patti». Il ministro della Difesa ha però voluto smentire il collega dell’Ambiente: «Non esistono impegni presi con le forze politiche di maggioranza sulla base di Vicenza», ha sostenuto Parisi. E se Pecoraro Scanio ora promette di «impugnare tutti gli atti per l’ampliamento della base», il leader prc, Franco Giordano, vuole continuare la lotta, ma il dissenso «sarà dentro il governo», assicura.
Pasticcio alla siciliana. Gli americani, tramite portavoce, fanno intuire di volersi tirare fuori dalla querelle. Il problema è che l’area in contrada Xirumi è già stata acquistata da una società, la Scirumi srl, che in una convenzione con il comune di Lentini ha promesso di spendere circa 4 milioni di euro per interventi di urbanistica (fogne, illuminazione eccetera) nel centro della cittadina. Il Comune attende ora soltanto il via libera regionale per approvare lottizzazione e convenzione, così da far partire i lavori per i nuovi alloggi ai militari Usa, che ora sono a una trentina di chilometri dalla base. Il sindaco dielle non intende perdere quest’occasione d’oro per mettere a posto aree costruite abusivamente. E tutto per colpa dei pacifisti e «dei soliti Verdi, che non vogliono costruire mai niente, nenti di nenti...».