Vicenza: "No alla base Usa" Antagonisti occupano la prefettura

Blitz del comitato permanente stroncato dall'intervento della polizia. Il portavoce del presidio: "Denunciamo la ripresa delle
bonifiche propedeutiche alla realizzazione della base Usa"

Vicenza - Torna la tensione a Vicenza. L'intervento della polizia ha stroncato l'occupazione della prefettura da parte di una trentina di persone del presidio "No Dal Molin" ha occupato la Prefettura. L'azione dimostrativa per dire "no" all'ampliamento della base Ederle arriva a un anno di distanza dal giorno in cui il premier Romano Prodi annunciava dall’estero di "non opporsi" ai progetti statunitensi per la realizzazione di una nuova base Usa.

I manifestanti si sono incatenati all’interno della Prefettura, salendo anche le scale che portano al primo piano, "per dare un segnale chiaro al Governo". E avvertono: "La vicenda vicentina non è chiusa e la maggioranza della comunità locale continua ad opporsi alla militarizzazione, nonostante il silenzio che ha avvolto la città". Tensione intorno al palazzo governativo dove un centinaio di persone sta facendo un cordone, mentre sul posto si stanno recando anche le forze dell’ordine. "L’occupazione - spiega Francesco Pavin, portavoce del Comitato permanente contrario alla nuova base Usa - è una risposta alla ripresa delle bonifiche belliche propedeutiche alla realizzazione della base Usa e si inserisce all’interno di una campagna di lungo periodo".

L'intervento delle forze dell'ordine Sul posto è intervenuto il questore di Vicenza, Giovanni Sarlo, che si è fermato a parlare con Cinzia Bottene. La portavoce del presidio ’No Dal Molin’. La donna si è incatenata all’ingresso della Prefettura per denunciare "la ripresa delle bonifiche belliche propedeutiche alla realizzazione della base Usa". Ma l’arrivo di un gruppo di poliziotti del reparto celere ha convinto i manifestanti a liberarsi volontariamente delle catene e a lasciare la sede prefettizia.