Il vicino vandalo smascherato dalla telecamera

Tutto in conseguenza di un litigio per un muretto abusivo

È cominciato tutto con un lancio d’olio di paraffina sulla facciata appena tinteggiata della villa: correva l’anno 2001, e i due coniugi che abitavano (e abitano ancora) in quella splendida dimora a picco sul mare di Santa Margherita si sono chiesti: «Perché?». Senza darsi immediatamente una spiegazione. Sì, d’accordo, c’era stato quel piccolo problema col vicino di casa, un ristoratore, per via di un muretto di confine che non era dell’altezza giusta. Quattro parole, come succede spesso fra confinanti, un po’ di musi lunghi, e infine il ricorso al Comune, identificato come il vero responsabile della questione a causa di una licenza edilizia concessa a suo tempo (tanto tempo prima, quando ancora i due coniugi vivevano altrove) con fin troppa disinvoltura. Roba che si risolve con un po’ di buona volontà, ci si viene incontro, si ragiona, s’arriva a un compromesso... «E invece, guarda cosa ci tocca sopportare!», sbotta una domenica sera il marito, di ritorno da un fine settimana all’estero, di fronte allo scempio che scopre in giardino: sacchetti di rumenta dappertutto (parevano i viali più eleganti di Napoli), e un campionario di deiezioni animali di proporzioni tali da far pensare al passaggio di un esercito di elefanti. «Ma possibile? Che abbiamo fatto di male?» frigna la moglie, presa dalla sconforto. Ma il peggio deve ancora venire. Obiettivo, l’automobile dei due, lasciata incautamente incustodita sulla strada. Scende la colla nelle serrature di portiere e baule posteriore. Conseguenze: due giorni in carrozzeria, sostituzione integrale delle parti offese con ricambi originali cromati 18/10, 630 euro Iva compresa. Due settimane dopo, la macchina - una fiammante Jaguar, verde metallizzato - cambia improvvisamente colore: diventa grigio topo, di fogna. Ma solo sul cofano anteriore e su metà del tetto, grazie a un versamento pilotato di vernice, oltre tutto di qualità scadente. Le vittime saranno pure benestanti, senza dubbio pazienti e anche un po’ abelinate, ma non si decidono ancora a rivolgersi alla polizia. «Che dici? Ci sarà qualcuno che ci vuole male?» fa lui. E lei, più maliziosa: «Non sarà mica per quella storia del muretto? A me quel ristoratore mi pare incazzato, ma sostanzialmente innocuo. Guarda, da lui ci andrei anche a mangiare i gamberoni...». Beata ingenuità! Ci vuole il colpo di grazia per convincerli: una valanga di escrementi di proporzioni industriali depositati sui sedili posteriori della Jaguar. È a quel punto che i coniugi pensano che «forse, è il caso che ci rivolgiamo alle forze dell’ordine». Scatta la denuncia contro ignoti, ma soprattutto scattano le contromisure sotto forma di una microtelecamera installata all’interno della vettura. È il passaggio decisivo. L’occhio elettronico cattura l’immagine del vandalo proprio mentre sta per mettere in atto l’ultimo raid, a colpi di olio esausto, all’aroma di gamberi, proveniente da friggitrice professionale e destinato alla moquette. Il sospettato diventa imputato: è il ristoratore. Tradito dall’aroma di gamberi. Avesse continuato con gli escrementi...