Vicoli, i negozianti si ribellano alle scritte contro la polizia

(...) a Marx: «criminali di tutto il mondo unitevi». Almeno confessano la loro professione. Direttamente su alcune saracinesche della strada cantata da De André campeggia enorme un invito neanche troppo velato: «fuori gli sbirri dai quartieri», con una firma che si ripete spesso e volentieri, la «A cerchiata» di anarchia, una delle immagini di maggior successo dell’intero settore della simbologia politica, che ha soppiantato la falce e martello, per la quale bastano le dita di una mano per contarne le scritte. In vico San Raffaele ci si avvale della rima baciata: «Lo sbirro mi tortura ma io non ho paura». Un probabile avanzo dal G8 è rinvenibile in vico a destra di San Pancrazio «on a raison à se revolter», che dal francese significa «abbiamo ragione a ribellarci». Sempre in francese, più dialettale, «+ casseurs - flics», più devastatori, meno poliziotti.
E, ancora, in via dei Conservatori del Mare: «Disobbedienti schiavi dell’impero, chi semina miseria raccoglie collera, barbari contro la merce». Un più semplice «No alla riforma Moratti» in Piazza dell’Agnello, ma anche in Via Balbi, direttamente sui muri di Palazzo Reale, l’invito rivolto al ministro è perentorio «Fuori la Moratti dal mondo». Nel dedalo di viuzze intorno alla Chiesa delle Vigne verrebbe da dire che la morte la fa da padrona: «più sbirri morti» e «morte al fascio», tutti firmati con la solita riconoscibile A cerchiata. La sagoma di un poliziotto con la scritta «io qui non posso passare» è riconoscibile in tanti angoli del centro storico, soprattutto in via Pré, dove, se il concetto non fosse sufficientemente chiaro, si chiarisce: «Fuori la polizia da via Pré». Questi disegni dei poliziotti, considerati dagli autori come i cani fuori dai negozi, sono tutti rigorosamente uguali, fatti, con ogni probabilità, con la stessa tecnica della segnaletica orizzontale: un cartone o un legno con la sagoma «bucata» che si vuole ottenere, un colpo di vernice e il divieto è pronto. Anzi, il lavoro risulta più veloce e il risultato più accurato.
Dietro piazza Ragazzi, zona Campetto, i muri sono dei veri e propri quaderni per appunti: tra i tanti, «fuoco alle carceri» e «Buridda vince». Una grande A cerchiata azzurra, comparsa sulla pavimentazione di via San Bernardo, è stata poi la goccia che ha fatto traboccare la pazienza dei commercianti. Il giorno dopo una dura lettera, corredata da decine di firme, è finita sulla scrivania di qualche assessore, nella speranza di poter finalmente «fare il punto» di una situazione che sta raggiungendo livelli elevati di insofferenza e che queste scritte non fanno che certificare. Dopotutto, per usare le loro parole, «viva la rivolta» e «nessuna repressione ci può colpire perché la rabbia ci rende forti». La bomboletta spray ha colpito di nuovo.