Victor Erice, retrospettiva all’Oberdan

La Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan dall'1 al 4 dicembre una retrospettiva dedicata a Víctor Erice, «il massimo regista spagnolo vivente» come afferma Giovanni Spagnoletti, direttore del Festival di Pesaro che quest'anno a Erice ha dedicato un bellissimo omaggio.
Autore avaro di opere e a rischio di oblio, Erice è entrato a far parte del novero di quegli autori avvolti da un alone di leggenda che hanno distillato le loro opere con estrema attenzione all'urgenza e alla qualità.
Centrale nella riflessione di Erice è la contemplazione della realtà, intesa come osservazione del divenire che rappresenta in sé elemento di fascinazione e percorso narrativo. Di qui la prossimità con il genere che più si offre alla registrazione dei processi, sia umani che naturali, ovvero il documentario: la sua opera ha gravitato attorno a questo genere, lo ha assorbito ma anche tradito lasciando spazio alla finzione e all'immaginazione, conferma questa di una irrinunciabile libertà d’espressione.
Il laconico Erice ha il raro dono di saper cogliere la magia delle espressioni per riscoprire le dimensioni oltre il possibile e il sogno. Preferisce evocare, sbiadire le chiavi di lettura, tradurre in modo enigmatico la drammaturgia per ripopolare la visione di suggestioni, riprodurre il senso perduto di mistero.
Giovedì alle 21.30 e sabato alle 21.30 verrà proiettato El sol del membrillo (Il sole del melocotogno). Il pittore Antonio López prova a dipingere un albero di melocotogno che sta nel giardino della sua casa. Da tutta la vita l'artista è al lavoro su quel soggetto, che riprende ogni anno all'arrivo dell'autunno. Ora la sua sfida è quella di riuscire a catturare sulla tela i raggi del sole che filtrano fra le foglie.
Sempre giovedì, ore 19 (repliche venerdì alle 21.30 e domenica alle 19) va sullo schermo El sur (Il sud). In una casa di campagna del nord della Spagna vivono Augustín, medico e rabdomante, la moglie Julia, maestra vittima di rappresaglie dopo la guerra civile, e la loro figlia Estrella. La bambina cresce legandosi sempre più al padre, finché non nasce in lei il sospetto che l'uomo abbia avuto in passato un’altra donna.
La mini rassegna termina venerdì alle 19 (replica domenica alle 21.30) con Lo spirito dell’alveare (El espíritu de la colmena). In un paesino della Spagna profonda, che ha avuto molti martiri durante la guerra civile della seconda metà degli anni Trenta, in un furgoncino malconcio, in pieno inverno, arriva il cinema. Tutti gli abitanti accorrono per l'unica proiezione organizzata alla meglio in una sconquassata sala del comune.