Per Victor l'accusa è omicidio volontario

Omicidio volontario con l’aggravante della violenza a scopo
sessuale: è il capo di imputazione per l’uruguayano che ha ucciso Federica. Gli interrogatori sono stati desecretati: resta riservata l'identità di un testimone. Il padre della ragazza: "Voglio guardare l'assassino negli occhi"

Lloret de Mar - Omicidio volontario con l’aggravante della violenza a scopo sessuale: è il capo di imputazione per Victor Diaz Silva, l’uruguayano 28enne che ha ucciso Federica Squarise. Lo ha reso noto l’avvocato della 23enne padovana, Aldo Pardo. Il legale ha aggiunto che gli interrogatori dell’inchiesta sono stati quasi tutti desecretati, ma che c’è un testimone la cui identità rimane riservata. "Il che fa prevedere ulteriori sviluppi".

Il capo d'accusa L’omicida, conosciuto come "El Gordo", rimarrà in prigione: il magistrato incaricato del caso, una donna, ha decretato la prigione senza cauzione con l’imputazione di assassinio e aggressione sessuale. E dopo il lungo interrogatorio, il magistrato ha ordinato l’ingresso del cameriere uruguayano nel centro penitenziario di Gerona, dove los Mossos lo hanno immediatamente trasferito. Nell’interrogatorio, l’uruguayano ha confessato di aver ucciso la giovane turista e di aver avuto un rapporto consensuale con la ragazza prima di ucciderla. Victor ha negato di aver violentato Federica la notte del crimine e questo particolare sarà difficile da chiarire perché il cadavere è stato ritrovato in pessime condizioni. Si dovrà capire adesso il movente del crimine e inoltre se l’uruguayano, che prima dell’arresto si è rasato i capelli e le sopracciglia, abbia agito da solo o con la complicità di qualcun altro. Dias Silva ha raccontato agli amici a cui aveva chiesto aiuto a Tarragona di aver agito sotto l’influsso di un mix esplosivo di droga e alcool. "Un errore lo fa chiunque, lo sai", avrebbe detto Victor, "l’alcool, le droghe, il mix con le pasticche...".

L'arrivo della salma in Italia Non ci sono al momento date certe per quanto riguarda il rientro in Italia della salma di Federica Squarise, la ragazza uccisa a Lloret del Mar in Spagna. Sembra che il lavoro del Console italiano a Barcellona possa permettere la firma del "nullaosta", da parte delle autorità spagnole, entro la settimana prossima: contemporaneamente, con il corpo della ragazza, voleranno in Italia anche Roberta e Mattia, i due fratelli di Federica che hanno seguito il caso spostandosi tra Lloret, Barcellona e Girona. Intanto è molto probabile che la salma, come già anticipato ieri, possa venire sottoposto a una nuova autopsia: "In questo senso - ha detto oggi il legale della famiglia Stefano Squarise - abbiamo già contattato un anatomopatologo".

Il dolore del padre "Voglio assistere al processo dell’assassino di mia figlia per guardalo negli occhi". E' il desiderio che ha espresso oggi Ruggero Squarise, il padre di Federica, la giovane uccisa in Spagna e per la cui morte è accusato l’uruguaiano Victor. A riferire ai giornalisti le parole di Ruggero Squarise sono stati gli avvocati della famiglia su richiesta dello padre di Federica. "Mi sembra una richiesta lecita e un desiderio umano - ha detto l’avvocato Stefano Squarise - aspettiamo che arrivi il momento giusto".