Victoria "Io, David e Milano La nostra vita in Italia"

L'ex Spice girl: "Il vostro Paese mi piace molto. Di calcio non capisco molto ma E mio marito si trova benissimo in rossonero. Abbiamo molti amici in città e si mangia in modo sano"

New York - Il portiere del Waldorf Astoria è più risoluto di Abbiati nell’impedire che i giornalisti vadano in rete, ovvero al sedicesimo piano del lussuoso albergo newyorkese dove Victoria Beckham presenta su appuntamento la sua collezione di moda per il prossimo inverno. Le tentiamo tutte, una bella carambola all’italiana che potrebbe anche finire in fuorigioco se non comparisse la ragazza dell’ufficio stampa: bella, bionda e magra da far paura come tutte le persone che circondano l’ex Spice Girl. Del resto per mantenere quel suo fisico snello e minuto (entra nella taglia 27 che corrisponde alla 40 «abbondante», cioè con un po’ di seno sopra ai 58 centimetri scarsi di vitino da vespa) la signora deve fare sforzi sovrumani avendo 3 figli e 35 anni in arrivo il prossimo 4 aprile.

«È capace di nutrirsi con un filetto di acciuga e tanti bicchieri d’acqua e limone in un’intera giornata» spiffera una simpatica spia, mentre lei elogia la cucina italiana e si dice ghiotta di spaghetti alla bolognese. Inutile dire che se mangiasse a quattro palmenti non potrebbe permettersi un miniabito in gazar di seta nera, stretto da un corsetto interno al punto vita, castigato davanti ma interamente apribile sul lato B grazie alla lunga zip che lo attraversa dal collo all’orlo. «È della mia collezione, una silhouette che ho creato come marchio di fabbrica quando sei mesi fa ho lanciato questa linea abbigliamento» spiega lady Beckham nella suite decorata da grandi mazzi di orchidee e da un lussuoso pianoforte a coda in cui si svolgono le sfilate della griffe dVb, logo oltremodo significativo visto che le iniziali del giocatore più famoso del mondo sono scritte in minuscolo e sembrano quasi abbracciare la V di Victoria. Fuori imperversa la settimana della moda di New York. L’appuntamento più importante è l’apertura di Armani/5th avenue: un concept store di oltre 4.000 metri quadrati sulla via più famosa del mondo. Sempre sulla Quinta strada viene inaugurato anche il più grande Diesel Planet del mondo costato più di 20 milioni di dollari all’azienda fondata da Renzo Rosso.

«I Becks sono la coppia ideale, anch’io vorrei una donna come Victoria che abbia i suoi successi e condivida i miei» dice con tono sognante papà Renzo recentemente separato dalla seconda moglie. E proprio da qui parte l’intervista con una donna che è sposata con il giocatore più famoso del mondo, ma essendo anche popstar, designer e icona di stile ha i suoi bravi meriti nell’aver accumulato un patrimonio da 160 milioni di euro in 10 anni di matrimonio.

A David piace la sua moda?
«Gli piace il mio stile, mi approva e sostiene in tutto quello che faccio: è la mia roccia. Lui gioca a football e io faccio il mio lavoro. È stato bellissimo cantare, ma ho sempre sognato di fare la stilista: adoro vestirmi da quando avevo tre anni e adesso finalmente mi dedico a questa passione».

Gli stilisti fanno a gara per vestirla, non teme che possano vederla come una pericolosa concorrente visto che adesso anche lei disegna moda?
«Sono così fortunata da poter indossare le creazioni dei migliori designer del mondo che conosco e frequento anche a livello personale. Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono dei grandi amici, lo stesso posso dire di Eva Cavalli e di Antonio Berardi, mentre il signor Armani mi ha fatto l’onore di volermi come testimonial della sua linea di underwear. Forse per questo credo di sapere cosa serve a una donna per essere meravigliosa da tutte le angolazioni possibili».

Lo può spiegare?
«La ricetta è molto semplice: sexy senza mai mostrare un centimetro di troppo. In questa collezione ci sono 23 modelli da giorno e da sera, ma le lunghezze sono calibrate al millimetro per non scoprire le gambe più del necessario, mentre per le scollature mi sono ispirata al mio abito da sposa».

Quanto costa una sua creazione?
«I prezzi vanno da 850 a 4.900 sterline. Sono abiti-investimento, cioè destinati a durare nell’armadio per più di una stagione specialmente in questi momenti di crisi».

Visto che adesso è lanciata nella moda, non pensa di sfilare a Milano?
«Mi piacerebbe molto, ma penso sia troppo presto: è la seconda collezione e anche se vendo da Bergdorf & Goodman qui a New York, da Selfridges a Londra e sul portale di e-commerce Net a porter, non sono ancora pronta per affrontare le passerelle milanesi».

Dica la verità, non ha proprio voglia di trasferirsi a Milano?
«Adoro l’Italia e Milano mi piace molto: ho tanti amici che abitano lì, si mangia benissimo e in modo parecchio sano per non parlare di quanto si trova bene David con il Milan. Io di calcio non capisco moltissimo, però lui dice che è una squadra fenomenale, la qualità dei giocatori e del team lo ha letteralmente incantato».

Stiamo aspettando il ma…
«Non ci sono ma e neppure se, solo una grande decisione da prendere».