Victoria: «La nostra America nel Milan»

I maligni la vorrebbero nella sua villa di Los Angeles a contare i giorni che mancano alla fatidica data del 9 marzo, giorno del rientro dell’amato David negli States. In tanti avevano letto, in quella scelta di non accompagnare il marito nell’avventura milanese, il suo fermo e deciso rifiuto all’idea di potersi trasferire a Milano anche solamente per qualche mese. Tutte fandonie, la verità è un’altra. E somiglia molto a una signora Beckham tutta casa e famiglia, che non capisce niente di calcio ma salta di gioia quando il marito segna una rete. Ed è felice di saperlo felice al Milan, perché sono gli affetti e non i soldi il centro della vita di Victoria Adams che, intervistata da Vanity Fair, ammette: «Di calcio non capisco niente. Ascolto David quando ne parla perché so che quella è la sua vita, ma non mi intrometto. È bellissimo vedere che ha già iniziato a fare gol nel vostro campionato. Salto di gioia anch’io quando David segna una rete». E forse non salterà di gioia, ma le farà piacere sapere quel che Ancelotti ha ieri confessato: «Con lui in squadra lo scudetto sarebbe più facile, perché David ha dato nuovo impulso...».
Fatto sta, «i bambini sono rimasti a Los Angeles - racconta Victoria - e io faccio avanti e indietro tra America, Londra e Milano. Comunque, David se ne andrà probabilmente a metà marzo e quindi, fino ad allora, l’albergo va benissimo». Milano resta comunque una città che le piace «molto»: «Conosco tanta gente a Milano, soprattutto nel mondo della moda: Dolce e Gabbana, Armani e il suo staff, Cavalli, Berardi... La città è vibrante, piena di energia e passione. Hanno scritto che non ci avrei messo piede perché è inquinata, ma non ho mai detto niente del genere».

Maldini in azzurro Così come successo per Roby Baggio, Maldini potrebbe tornare a vestire la maglia della nazionale per l’ultima volta: impossibile la convocazione per l’amichevole del 10 febbraio prossimo contro il Brasile, se ne potrebbe riparlare dopo il mese di giugno. Intanto il capitano rossonero, 126 presenze in azzurro, l’ultima delle quali nella sconfitta contro la Corea del Sud ai mondiali asiatici, si dice sorpreso dall’apertura nei suoi confronti del ct Lippi e molto solleticato dall’idea: «Sì, mi farebbe piacere. Non sarebbe un ritorno vero e proprio in Nazionale - ha spiegato ai microfoni di Milan Channel - ma l’occasione per la celebrazione di una carriera comunque lunga in maglia azzurra: per questo mi farebbe proprio piacere».