Il video choc di Elisabeth: 11 ore di racconti mostruosi

Un'altra giornata degli orrori. La più terribile. E la più attesa. Perché ad occupare la scena è stata la principale vittima del mostro, sua figlia Elisabeth. Fisicamente non era presente in tribunale perché per testimoniare contro il padre-padrone Elisabeth ha posto una condizione: quella di non vederlo mai più, neppure in tribunale sul banco degli imputati. E così la sua testimonianza è stata registrata su un video che ieri è stato mostrato a porte chiuse alla giuria che dovrà giudicare Josef Fritzl, ormai passato alla storia criminale come il mostro di Amstetten dal nome della piccola e apparentemente ridente località austriaca dove Fritzl viveva e dove nella cantina di casa ha tenuto prigioniera la figlia per 24 anni sottoponendola a stupri e torture e tenendo segregati anche i figli nati dalle violenze incestuose.
Un racconto durato undici ore, pieno di particolari agghiaccianti («Mio padre mi seviziava imponendomi di ripetere le scene viste nei film pornografici») tanto che il presidente del tribunale di Sankt Polten, dove si svolge il processo, ieri non ha permesso la presenza in aula né del pubblico né dei giornalisti e all'inizio dell'udienza ha ricordato che la testimonianza della vittima è coperta dal segreto istruttorio e chi lo viola rischia fino a sei mesi di prigione. Per maggiore sicurezza, inoltre, prima dell'udienza aveva dato ordine che la sala venisse perlustrata da cani poliziotto per scoprire eventuali cimici o telecamere nascoste dai mass media. Ad essere presenti mentre il video veniva proiettato su un maxischermo c'erano solo i tre giudici, gli otto giurati popolari, quattro uomini e quattro donne, gli avvocati della difesa e dell'accusa ed ovviamente lui, Josef Fritzl, che ieri, per la prima volta, al momento di entrare in sala ha mostrato il suo volto, non nascondendosi più dietro una cartellina blu come aveva fatto il primo giorno del processo.
Nonostante le misure prese dalla giustizia austriaca per contenere la risonanza intorno alla giornata più attesa del processo, qualcosa è trapelato. Nel video Elisabeth, che oggi ha 43 anni ed è in cura con i sei figli incestuosi in un centro psichiatrico, racconta che il padre aguzzino spesso scendeva nello scantinato degli orrori con delle cassette pornografiche, la obbligava a vederle per poi ripetere insieme le scene che lo eccitavano di più. Oltre alle cassette porno, il mostro imponeva alla figlia anche la penetrazione di giocattoli sessuali che le provocavano ferite e bruciori. Nulla riusciva a frenare l'ossessione per il sesso del mostro che a volte abusava della povera Elisabeth anche tre volte al giorno. Nei primi tempi, racconta nel video, aveva tentato di ribellarsi ma poi decise di subire passivamente perché se non collaborava il padre minacciava di fare del male ai figli.
Una testimonianza così raccapricciante che la proiezione del video è stata interrotta più volte perché alcuni giurati si sono sentiti male ed hanno chiesto una pausa.