Video choc a Napoli, arrestato l'assassino ripreso al rione Sanità

Grazie al video (<strong><a href="/video/video_shock_agguato_centro_napoli/id=omicidio_camorra">guarda</a></strong>) è stato arrestato a Castelvolturno Costanzo
Apice, il 27enne ritenuto il sicario che ha ucciso Mariano
Bacioterracino l’11 maggio scorso. Noto
come rapinatore con la tecnica del &quot;buco&quot;

Napoli - Il presunto assassino di Mariano Bacioterracino è stato fermato dalle forze dell’ordine. L’uomo, ripreso nel video choc diffuso nelle scorse settimane dalla procura di Napoli tra le polemiche, è stato riconosciuto e bloccato.

L'arresto del sicario Per trovarlo la procura di Napoli aveva anche diffuso il filmato particolarmente crudo registrato dalla telecamere poste di fronte al bar del rione Sanità dove si era svolto l’agguato. Ora le forze dell’ordine hanno arrestato a Castelvolturno, nel casertano, Costanzo Apice, 27 anni noto alle forze dell’ordine come rapinatore con la tecnica del "buco", in passato presunto partecipante all’uccisione del boss di Afragola Gennaro Moccia e amico del boss Giuseppe Misso. Apice ha precedenti per spaccio di droga e risiede nel rione don Guanella. Alla sua identificazione non si esclude abbia contribuito qualche informatore della polizia nel quartiere di Secondigliano.

Sei mesi di indagini Per sei mesi gli inquirenti non avevano avuto indicazioni utili sull’uomo che con freddezza colpì più volte il suo obiettivo, incurante dei passanti. Poi la procura scelse di diffondere il video dell’agguato. Una scelta sofferta e che ha suscitato forti polemiche, ma che a fine ottobre ha portato all’identificazione del presunto sicario, fermato oggi. "Quella del video choc - aveva commentato giorni fa il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore - è stata un’extrema ratio alla quale siamo stati costretti a ricorrere perchè nessuno collaborava. Ma si è trattato anche di un successo ad alto costo, perché facendo il giro del mondo, quel video ha proposto il lato brutto di Napoli. È stata una scelta sofferta, ma anche l’ultimo tentativo dopo sei mesi di silenzi". Una decisione criticata tra gli altri dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, secondo il quale quelle immagini "hanno dato l’idea di una città, Napoli, ben diversa dalla realtà".