Video e manifesti-Moratti in città: Podestà spiega la sua Provincia

La «nostra Provincia», quella con presidente Guido Podestà si declina in quattro «no»: «No ai campi nomadi. No agli immigrati clandestini. No a chi ha trascurato la viabilità. No a una Provincia che aumenta le tasse». Quattro «no» dei cittadini che per il loro futuro vogliono quattro «sì»: «Si a una Provincia più moderna e efficiente. Sì a più case per gli italiani. Sì a più sicurezza e legalità. Sì a chi vuole costruire strade e metropolitane».
Quattro «no» e altrettanti «sì» che da stamani entrano nei televisori dei milanesi: sono gli slogan degli spot per il ballottaggio del candidato Pdl e Lega Guido Podestà. Due versioni, da 15 e 30 secondi, che sintetizzano il leit motiv del secondo tempo elettorale: una campagna comparativa tra quello che offrirebbero altri cinque di governo della sinistra e quello che può assicurare Guido Podestà.
Non finisce però qui. Un milione di manifesti saranno affissi negli spazi. Lo slogan? «L’uomo del fare. Vota la persona... giusta» scritta sopra la fotografia di Silvio Berlusconi con Umberto Bossi e Guido Podestà ritratti lo scorso giovedì al Palaghiaccio di via Piranesi. Anche nelle cassette delle lettere ci sarà un’appello al voto: tiratura, un milione e centomila copie. Un appello, dicono dal comitato elettorale di Guido Podestà al 137 di viale Monza, perché si ritorni al voto: «Sei elettori su dieci non sanno che c’è il ballottaggio. Gli diciamo di “tornare a votare“ e senza sbagliare. Vogliono andare al mare? Facciano, ma lunedì ai seggi aperti sino alle 15».
E, poi, ancora tutti ma proprio tutti i supporter di Guido Podestà sul territorio: Milano e Provincia spalmate di gazebo con materiale elettorale che «non deve ritornare indietro al magazzino». Messaggio chiaro come determinati sono gli slogan dai toni forti, qualcuno dice «leghisti», che il Pdl sa tradurre concretamente. Non mancheranno, naturalmente, alcune campagne mirate, di «denuncia» del malgoverno di Filippo Penati.
Per Guido Podestà c’è pure in campo Letizia Moratti: il sindaco di Milano preannuncia che si prepara ad affiggere «a tappeto, sotto ogni casa», un manifesto 70x100 dove l’immagine sorridente del sindaco e di Podestà è sovrastata da una scritta: «Letizia Moratti sostiene Podestà». Un gesto gradito, «il programma di Guido ha lo stesso contenuto delle azioni e delle scelte fatte come Comune di Milano» dichiara il sindaco, mentre già l’agenda elettorale di Podestà si riempie di appuntamenti: sabato in piazzetta San Carlo con i presidenti e i sindaci eletti al primo turno, domenica al raduno leghista di Pontida e giorno dopo giorno i mercati. A proposito, a curare l’agenda è sempre la figlia di Podestà, Arianna, come pure nel gruppo di comando della campagna del candidato Pdl-Lega restano i politici che l’hanno accompagnato alla conquista del 49 per cento - tra gli altri, Stefano Maullu e Andrea Mascaretti - cui s’aggiunge Guido Della Frera.
Dettagli nel finale di una campagna elettorale che dall’altra parte ha visto Penati lanciare insulti e volgarità contro il candidato Guido Podestà che sta facendo uno sforza ulteriore per dare ai cittadini, con alle spalle cinque anni di ritardo, quello che chiedono.