Video di esecuzioni, choc in Serbia

Belgrado. Ha profondamente scosso l’opinione pubblica serba il video amatoriale diffuso nei giorni scorsi che immortala l’esecuzione, nel 1995, da parte delle forze serbo-bosniache di sei civili musulmani a Srebrenica. Il filmato, realizzato da un membro della famigerata unità «Scorpioni» (così si chiamava il gruppo paramilitare che agiva nella città bosniaca), ritrae sei giovani con le mani legate dietro la schiena mentre vengono messi in fila e giustiziati uno per uno, con quelli ancora vivi costretti ad assistere all’esecuzione dei compagni. Nel video, mostrato mercoledì durante il processo a Slobodan Milosevic in corso al Tribunale per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia dell’Aia, si vedono perfettamente i volti degli assassini. Almeno otto di loro sono stati arrestati giovedì, nel corso di un’operazione tempestiva della polizia serba, che ha ricevuto il plauso del procuratore capo del Tribunale, Carla Del Ponte. Il magistrato ha lodato la «rapidità di reazione» delle autorità di Belgrado, augurandosi il rapido arresto dei criminali di guerra ancora latitanti (il riferimento è all’ex comandante dei serbi bosniaci Ratko Mladic, che gli inquirenti del Tribunale sostengono si trovi in Serbia sotto la protezione di alti gradi militari, e al leader serbo bosniaco Radovan Karadzic). Il filmato «della vergogna» è stato ritrasmesso nei giorni scorsi dai principali canali televisivi serbi: Nenad Stefanovic, redattore capo della «Belgrade B92 television», ha detto che l’emittente è stata tempestata di telefonate da parte di telespettatori increduli e scioccati per le immagini trasmesse. Sul sito Internet dell’emittente, la gente ha lasciato centinaia di messaggi chiedendo che il filmato venga ritrasmesso «ogni giorno» e dicendo di «vergognarsi» del fatto che gli assassini fossero serbi.