Video scandalo di un marine: canta l’uccisione di iracheni

Il Presidente Usa chiede ai Paesi amici di sostenere il governo Maliki. Ottimista dopo la morte di Zarqawi: «Lascia i ribelli molto indeboliti»

Marta Ottaviani

Stava scherzando. Si è giustificato così Joshua Belille, marine e autore della canzone «Hadji Girl» il cui video è andato in onda su internet e che adesso rischia di scatenare una polemica senza fine.
Nel filmato si vede un ragazzo in maglietta verde e pantaloni mimetici, che si definisce un marine e che parla di bambini iracheni trucidati dai soldati americani. In sottofondo si sentono le risate e gli applausi di altre persone, che potrebbero essere suoi commilitoni. Suonando la chitarra il cantante intona un motivo country e dice: «Ho acchiappato la sorellina piccola e l’ho piazzata davanti a me. Quando i proiettili hanno cominciato a volare li sangue è colato in mezzo ai suoi occhi e io ho cominciato a ridere come un pazzo».
In realtà il testo del motivo parla della contrastata storia d’amore fra un marine e una ragazza irachena. La famiglia della giovane è contraria e per questo prima ammazza la figlia e poi cerca di eliminare il marine. Ma il soldato cerca di farsi scudo con il corpo della sorella della findanzata, che viene uccisa al posto suo. Nel testo si leggono altre frasi agghiaccianti come: «Ho fatto esplodere questi piccoli fottuti per l’eternità... Avrebbero dovuto sapere che avevano a che fare con i marines».
Il video dura circa quattro minuti e ora è stato tolto dalla rete. Intervistato dal quotidiano The Daily News of Jacksonville, Joshua Belille ha chiesto scusa «per aver urtato la sensibilità della comunità musulmana» e, ribadendo che la canzone è stata scritta per scherzo, si è impegnato a non cantarla più. Un gesto che potrebbe non bastare. Un portavoce della Marina Usa, infatti, ha fatto sapere che i marines hanno aperto un’inchiesta.
Non scherzavano affatto, invece, le centinaia di manifestanti sciiti che ieri hanno protestato davanti al consolato iraniano a Bassora, nel sud dell’Irak. I dimostranti hanno marciato contro la sede diplomatica, aperta da appena due settimane, hanno sfondato il cancello e lanciato pietre contro il principale edificio. In seguito hanno appiccato il fuoco ad uno stabile annesso usato per i ricevimenti. la protesta è scoppiata in seguito a una trasmissione televisiva, che è andata in onda sulla televisione iraniana e che criticava il leader spirituale Mahmoud al Hassani al Sarqi.