Video sui brogli elettorali Casini: "Non minimizzare"

Il leader dell'Udc: &quot;È una cosa seria, condivido la <strong><a href="/a.pic1?ID=192050">preoccupazione espressa da Bertinotti</a></strong>. Tajani: &quot;L'indagine della procura conferma la nostra denuncia&quot;. Ma il ministro Chiti prende le distanze: &quot;All'epoca non eravamo noi al governo&quot;

Roma - Il video con i presunti brogli elettorali compiuti in Australia continua a far parlare di sé. "È una cosa seria, condivido la preoccupazione espressa dal presidente Bertinotti". Così, a margine della relazione annuale dell’Authority per la privacy, Pier Ferdinando Casini commenta le parole di ieri del presidente della Camera Fausto Bertinotti. "Ho guardato in faccia la realtà - aggiunge Casini - e mi dispiace molto che ci sia un tentativo di minimizzare dei fatti che appellano nella loro gravità a tutte le persone di media intelligenza". "Io credo - prosegue - che l’opposizione faccia bene a raccogliere il monito di Bertinotti e a continuare un’azione non demagogica ma seria perché quando si parla con demagogia anche le cause più giuste vengono sommerse da discredito".

Tajani: "L'indagine conferma la nostra denuncia" "Accogliendo la richiesta di Forza Italia di acquisire il video sui brogli elettorali in Australia, la procura della Repubblica ha dimostrato la volontà di accertare cosa è accaduto in occasione del voto degli italiani all’estero". Lo afferma l’eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani. "Il nuovo episodio conferma l’attendibilità della denuncia presentata dal Gruppo europeo di Forza Italia qualche giorno dopo le politiche del 2006. Ora anche il parlamento faccia la sua parte per accertare la verità, per far conoscere agli italiani cosa è realmente accaduto e come è stata manipolata la volontà degli elettori che non hanno scelto di affidare la guida del governo a Romano Prodi".

Chiti: "All'epoca non eravamo noi al governo" "Sui presunti brogli elettorali bisogna assolutamente fare chiarezza. Ma voglio ricordare che non eravamo noi al governo all’epoca. E in ogni paese il controllo delle elezioni spetta al governo". Lo ha affermato Vannino Chiti, ministro per i Rapporti con il parlamento. A proposito del video su presunti voti truccati alle scorse elezioni politiche pubblicato dal sito di Repubblica, Chiti ha affermato: "La magistratura dovrà indagare. Ma la politica ora ha il compito di cambiare la legge elettorale. Il referendum - ha continuato Chiti, a proposito dell’iniziativa referendaria di questi giorni - non può dare la legge di cui abbiamo bisogno. Il Parlamento infatti deve fare una legge elettorale condivisa dalla maggior parte delle forze politiche. C’è già una bozza Bianco - ha concluso il Ministro - che è sì un compromesso, ma rimane un buon compromesso".