An, un video-tour tra i disservizi dell’Ama

«Veltroni aumenta le tasse ai romani per ripianare il deficit dell’Ama...ma l’Ama incassa decine di milioni per servizi mai resi e per comprare cassonetti che si sfasciano». E i «cassonetti che si sfasciano», nel dossier sui disservizi dell’Ama presentato ieri dal gruppo comunale di Alleanza nazionale, sono quelli che appaiono nella video-inchiesta dal titolo «Kill’Ama? Vol. 1». una riedizione in salsa romana del successo cinematografico di Quentin Tarantino «Kill Bill», ambientato tra secchi dell’immondizia rotti e automezzi non funzionanti.
È il capogruppo capitolino Marco Marsilio a illustrare i fatti contestati che - alla luce delle due delibere comunali approvate a marzo per ripianare il deficit della municipalizzata e aumentare di conseguenza la TaRi - hanno motivato la decisione di An di presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti: «All’Ama sono stati riconosciuti oltre 80,6 milioni di euro per coprire il disavanzo 2003-2005 - spiega Marsilio - e poco meno di 44 milioni di conguaglio per il 2006 che riceverà dai contribuenti sulla prossima bolletta TaRi. Oltre a questi soldi, per il 2007 l’Ama ha chiesto e ottenuto di incrementare la tariffa del 16 per cento per le famiglie e del 30 per cento medio per le imprese, per un introito maggiore complessivo di 94,6 milioni». Cifre destinate a finanziare il contratto di servizio tra Comune e Ama - siglato per il triennio 2003-2005 e prorogato al momento della scadenza - . Il documento prevede tra l’altro il servizio di lavaggio e disinfezione dei cassonetti ogni 20 giorni: per effettuarlo sono stati acquistati 56 camion attrezzati, costati all’azienda 8,4 milioni. «Compreso l’acquisto, il costo complessivo che Ama addebita al Comune è copre con la TaRi è di circa 25 milioni dal 2003 a oggi», prosegue Marsilio. Ma il servizio non viene reso, come confermano molti cittadini durante il tour che ha documentato - con tanto di operatori dell’Ama in versione anonima a fare da guide - «lo stato di abbandono nel quale vertono negli stabilimenti aziendali le lavacassonetti abbandonate, mai utilizzate o che hanno percorso in 6 anni solo 80 o 111 chilometri».
Tra citazioni cinematografiche d’autore (tra cui Totò e il suo celebre «...e io pago») «Kill’Ama» riserva un capitolo ai 30mila nuovi cassonetti, sostituiti su input del sindaco Veltroni, costati 21 milioni e appaltati nel 2005 alla ditta «Mazzocchia» con una gara lampo durata lo spazio di un mese (agosto): «Dei 13 mila già in opera in soli sette municipi - continua Marsilio - pochi sono quelli ancora integri». In sostanza, sommando i 25 milioni dell’affaire lavacassonetti ai 21 milioni di quello dei nuovi cassonetti si arriva a uno spreco di 46 milioni di euro: tre in più del conguaglio 2006 che arriverà nella prossima bolletta. «Ma in questa città - sottolinea sarcasticamente Marco Visconti, presente ieri con i colleghi Luca Malcotti, Enrico Cavallari, Dario Rossin e Sergio Marchi - l’istituto delle dimissioni non è previsto. La sostituzione dei cassonetti la richiedemmo per la prima volta nel 2001: dopo sei anni ecco i risultati». In serata il presidente dell’Ama, Giovanni Hermanin, ha parlato di «video-conferenza basata su notizie inesatte, che servono solo a produrre disinformazione». Ma intanto, proprio come per il fim di Tarantina e per la «gioia» dei romani, per i prossimi giorni è atteso «Kill’Ama? Vol. 2»....e la saga continua.