Un videogioco dice se i bambini sono sordi

Screening su tutti i bambini di cinque anni grazie al Rotary e al Comune: si chiama "Eargames"

Un videogioco, di quelli che attraggono in maniera irresistibile i nostri bambini. E alla fine, tolte le cuffiette, si saprà se il piccolo sente bene o ha qualche disturbo all’udito. Si chiama «Eargames», il progetto – realizzato per il terzo anno grazie al Rotary e al Comune - interessa tutti gli alunni di 5 anni che frequentano le materne milanesi. Si è scoperto infatti che per l’orecchio l’età compresa fra i 4 e i 6 anni è molto delicata. «Possono insorgere patologie che, se scoperte in tempo, sono completamente curabili» ha affermato Umberto Maldera del Centro di Otofoniatria infantile di via Ragusa che fa capo all’ospedale Niguarda. “Lo screening eseguito al momento della nascita ci dice solo se il bambino nasce sordo, non se manifesterà il disturbo negli anni successivi” ha spiegato il medico. Da qui la campagna di sensibilizzazione rotariana iniziata tre anni fa. “L’obiettivo è di estendere il test a tutta la popolazione infantile – ha aggiunto Giulio Koch responsabile del progetto di audiologia per il Rotary - proprio per individuare quel tipo di sordità che, se trascurata a questa età, può cronicizzarsi”. L’anno scorso l’esame è stato fatto a 5.546 bambini delle 170 scuole milanesi, ossia al 94 per cento dei cinquenni (poiché in alcuni casi gli alunni erano assenti o le loro famiglie non hanno concesso l’autorizzazione), di questi il 15 per cento ha ricevuto l’indicazione a sottoporsi a visita specialistica, sempre gratuita, al centro di via Ragusa. “Ma solo il 30 per cento degli invitati si è presentato – ha precisato Umberto Maldera – In tutto abbiamo controllato 280 bambini, in 38 di questi abbiamo riscontrato disturbi di pertinenza otorinolaringoiatria, tipo otiti e infiammazioni stagionali, sono state soltanto 5 le ipoacusie, ossia i casi di sordità”. Che però si sono potuti curare tempestivamente. Il test è fatto nelle classi alla presenza della maestra, non ci sono dottori ma volontari del Rotary che si prestano a far giocare i bambini. I piccoli sentono alcune frequenze attraverso le cuffie. Il test, 4 euro a testa, non costa alle famiglie “è un’inziativa fondamentale – ha ricordato l’assessore all’Educazione Mariolina Moioli – per preservare questo senso così importante nell’apprendimento e nella vita sociale” su 6mila bambini, gratuito per le famiglie, è promosso dal Rotary e dall’Assessorato all’Infanzia del Comune.