Con Vidoz la grande boxe torna sul ring del Palalido

«Quell’inglese è un animale, un bestione». Lo dice come se lui fosse un moscerino. Tanto per intenderci: l’animale pesa 120 chili, è inglese e si chiama Matt Skelton. Lui, insomma l’altro, è Paolo Vidoz, 112 kg e quel solido faccione da friulano caciaresco. Ammette: «Sì, non voleremo come farfalle». Ancora Milano come patria dei pugni, della boxe che conta, di un ritorno all’antico. Ieri neve sotto i piedi e umido nelle ossa, Vidoz è sbucato dal paese suo, Lucinico, per presentare la prossima tappa (19 dicembre al Palalido) di una carriera piena di promesse, ma con tante disillusioni. «Ho visto sfumare talmente tanti sogni che ormai sono diventati incubi». Lo racconta con l’eterna battuta sulle labbra. (...)