Da Vieira a Samuel quei soldi spesi bene che fruttano gol

Il francese già leader nella Juve: «Capello pretende più di una volta». L’Inter rilanciata dal difensore e anche Figo fa rendere il suo costo zero: «Ho capito com’è difficile giocare in Italia»

Riccardo Signori

Samuel e Vieira, rieccoli. E che bravi! Forse ce n’eravamo dimenticati. Come dire calcio sui maccheroni, ovvero Vieira a dar sostanza al centrocampo juventino, Samuel a dar sicurezza alla tremolante retroguardia interista. Un gol a testa e passa la paura. Facce «smile» di un mercoledì calcistico ridotto all’inutilità: nessun colpo di scena, qualche gol da ridere e qualche altro pesante. I biglietti da visita si sprecano. Nonda ha dimostrato che la Juve poteva anche contarci. Ed invece la Roma ha capito tutto. Toni ha dimostrato di essere un centravanti da nazionale, Bonazzoli un affare per la Sampdoria così come lo è Makinwa (stavolta a secco, ma con due gol-vittoria alle spalle) per il Palermo. Il campionato ci dice che le facce nuove cominciano a fruttare. Anche se non segnano. Figo fa spellare le mani agli interisti. Quando ci mette estro e impegno, dribbling e cross sono pennellate d’autore. Per assurdo, il Chievo gli ha fatto intuire che in Italia non si scherza e si è adeguato. «Queste partite mi fanno capire quanto è difficile giocare in Italia», ha raccontato. Il portoghese è costato niente, se non un sostanzioso ingaggio. Ieri un cross è valso un gol: già qualcosa. Gli altri hanno fatto anche di più.
Che dire di Nonda, ripudiato dalla Juve per motivi fisici ed ora con tre gol in cassa (una sola partita da titolare su quattro) a far luccicare gli occhi della Roma. L’attaccante del Congo è un altro di quelli arrivato a costo zero. Un bel fustone di qualità. «Mi ispiro a Weah», racconta lui per metter l’acquolina in gola ai tifosi di tutta Italia e dimenticare quell’incidente al ginocchio. «Qualcuno pensava fossi finito. A Monaco l’anno passato ho giocato poco». Invece i gol cambiano faccia alle storie.
Se, invece, le reti servono per i conti di classifica, la Juve ci ha preso con Vieira, due reti e tutta quella sostanza a centrocampo, e l’Inter ha cominciato bene il suo cammino con Samuel: dallo sputo al colpo di testa, ma quest’ultimo a lieto fine. Samuel e Vieira sono stati i due giocatori più costosi dell’ultimo mercato, dopo Gilardino (24 milioni) che ha segnato la settimana scorsa, ma non è servito al Milan (dove non si hanno notizie pure di Vieri). Vieira aveva già segnato con l’Empoli, ha replicato ieri con una rete molto più pesante: i 20 milioni del suo costo valgono tre punti secchi e spiccioli d’altri. E forse molto di più, se il centrocampo della Juve manterrà questa sostanza. «Giocare con Emerson è eccitante», dice il francesone. Furbizie imparate nel precedente soggiorno. Parlare sempre bene di tutto e di tutti. Anche di quel Capello con il grugno. «Ha grande passione per il lavoro, pretende sempre il massimo. L’ho trovato perfino più attento e puntuale di un tempo». Detto fuor di bon ton: è un bel rompiscatole, ancor più dei tempi milanisti quando Braida portò il francese a Milano e il tecnico stava cominciando a sgrezzarlo e a lavorarci. Poi arrivò il foglio di via. Voci da intenditori dicevano che Vieira somigliasse a un cammellone più che a un giocatore.
Samuel pronti via e fu subito gol. Sedici milioni spesi bene, avrà pensato Moratti. In attesa di conferma. E l’interessato ha già ringraziato: «La società ha fatto un grande sforzo per acquistarmi, ora voglio ripagare. In difesa non abbiamo sofferto, ma teniamo i piedi per terra». In effetti l’Inter si aspetta che Samuel eviti i gol, più che segnarli.
Ma se queste sono facce nuove d’importazione, gli altri (Toni, Bonazzoli, Makinwa) sono giocatori che hanno fatto percorsi di andata e ritorno tra nord e sud Italia calcistica dimostrando che l’investimento è valso l’affare. Toni sta spopolando a Firenze come gli era riuscito a Brescia e Palermo. Lotta per il viola e l’azzurro. È costato 10 milioni, ma ha già ripagato con 5 reti che oggi valgono il secondo posto in classifica. Non c’è Vieri che tenga, stia attento Gilardino. E domenica Toni manderà in campo l’italian style contro Adriano. Bonazzoli, ribattezzato Bombazzoli, ha già realizzato metà delle reti segnate l’anno scorso con la Reggina. È arrivato a Genova in prestito per 500mila euro: affare fatto. Il pepe (primo gol) l’ha messo contro il Milan. Così come Makinwa, 7,5 milioni di costo, ha crocifisso l’Inter, che l’ha snobbato, eppoi il Siena. D’accordo i gol non sono tutto, però c’è quanto basta per tirare su il morale.