Viene arrestato due volte in solo quarantotto ore

Arrestato due volte in meno di quarantotto ore: prima per aver picchiato un automobilista e un poliziotto, poi mentre stava rubando una Ford Fiesta.
L’uomo, 36 anni, coniugato, con un fascicolo penale di tutto «riguardo», l’altra sera era alla guida della sua auto, forse un tantino distratto non rispettava il segnale di precedenza all’incrocio tra le vie Solferino e Lazzaretto, a Seregno. A un certo punto arriva un’auto e l’impatto è inevitabile, in ogni caso non ci sono feriti. Solo qualche modesto ammacco ai mezzi. Il pregiudicato ingaggia una violenta discussione con l’incolpevole automobilista. Dalle parole passa ai fatti, e comincia a picchiarlo, come un forsennato.
Qualcuno vede la scena e avverte il distaccamento della polizia stradale, il tempo di percorrere un paio di chilometri e una pattuglia è sul posto. Gli agenti scendono dall’auto di servizio, provano a calmare l’esagitato, ma il trentaseienne, invece di tranquillizzarsi si scaglia contro un poliziotto. Lo aggredisce con pugni, schiaffi, pedate. Le vittime della violenza devono farsi trasportare al pronto soccorso dell’ospedale di Giussano: se la caveranno entrambi in una decina di giorni. Nella colluttazione hanno riportato qualche ecchimosi sul volto.
Lo scalmanato, venerdì mattina è comparso davanti al giudice del Tribunale di Monza. Processo per direttissima con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. È stato condannato, ma stando ai giudici non ci sono gli estremi per spedirlo in carcere: rimesso in libertà con l’obbligo di recarsi tutte le mattine nella caserma dei carabinieri di Seregno a firmare il registro dei sorvegliati. Lo stesso giorno, alle 17.30, il bullo è a Cesano Maderno. Tenta di rubare un’auto. Intercettato da un equipaggio della radiomobile cerca di scappare ma al termine di un breve inseguimento è fermato. Ammanettato, il pregiudicato è caricato sulla gazzella che lo «accompagna» in una cella del penitenziario di Monza.