Viene dalla Sardegna il primo iscritto ai mondiali di pesto con il mortaio

Cento concorrenti in gara il 17 marzo a Palazzo Ducale

Genova, si sa, ha una grandissima tradizione culinaria imperniata su piatti tipici tramandati di generazione in generazione. Ma se si facesse un sondaggio chiedendo quale sia il primo elemento gastronomico della nostra città a balzare alla mente possiamo stare certi che la risposta verterebbe quasi nella totalità degli intervistati verso la seconda salsa più prodotta nel mondo, vale a dire il pesto.
Ebbene, proprio a questo proposito Genova sarà, il 17 marzo prossimo, il luogo dove si svolgerà il primo Campionato mondiale di pesto al mortaio, il «Genoa Pesto World Championship».
Un'idea certamente originale, forgiata dalle fervide menti di un gruppo di persone dell'Associazione PalatiFini. Il deus ex machina dell'iniziativa, colui che più si è battuto per regalare alla nostra città un evento di tale portata, è Roberto Panizza, presidente dell’associazione: «L'idea nasce dalla mia ventennale esperienza nell'ambito enogastronomico alla quale ho voluto aggiungere un aspetto più ludico - asserisce Panizza - Per mia natura non lascio mai niente al caso, tanto che con l'aiuto delle altre persone dell'organizzazione sono riuscito a creare un avvenimento unico nel suo genere e apprezzato dalle istituzioni. Abbiamo ottenuto il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune e questo ha regalato credibilità alla manifestazione, dato che anche molte associazioni economiche, professionali e culturali hanno gratificato l'iniziativa del loro appoggio».
Ma come si svolgerà la gara? Quali sono le regole che disciplineranno la manifestazione? Innanzitutto parteciperanno ben 100 appassionati, professionisti e dilettanti e chi vorrà cimentarsi nella complessa arte culinaria potrà iscriversi al sito www.pestochampionship.it. Se verrà scelto, dovrà pagare una quota di 75 euro (40 se porterà un mortaio di sua proprietà).
I partecipanti, durante la prova, dovranno indossare gli indumenti messi loro a disposizione dall'organizzazione: grembiule, fazzoletto, cappellino e utilizzeranno i sette ingredienti forniti anch'essi dall'associazione PalatiFini.
E poi via alle danze, con basilico, pinoli, aglio, sale grosso, parmigiano reggiano, pecorino sardo e olio extravergine d'oliva che verranno pestati nel mortaio al fine di creare una salsa perfetta.
Ma ogni gara che si rispetti deve aver anche una giuria che si rispetti. Ecco allora dieci commissioni di assaggiatori,in gruppi di tre, così composti: un capo assaggiatore qualificato, un ristoratore genovese sorteggiato tra coloro che ne faranno richiesta e un giurato invitato dall'organizzazione. Verrà premiato il pesto che risulterà più equilibrato, nel rispetto della ricetta originale. In caso di pari punteggio, verrà premiato il concorrente che avrà impiegato il minor tempo. In caso di ulteriore parità il giudizio finale verrà affidato ad una Giuria Suprema formata da tre assaggiatori.
Ogni commissione compilerà una scheda di valutazione standard suddivisa in 1000 millesimi e dovrà giudicare il pesto preparato da un massimo di dieci concorrenti. Il presidente della Giuria Suprema ha assoluta facoltà di decisione in caso di controversie tra i giudici. Ogni singolo partecipante alla contesa riceverà un attestato mentre il premio di Campione del Mondo di Pesto Genovese nel Mortaio sarà un vero pestello in legno di olivo con il manico rifasciato d'oro del valore di circa 1.000 euro, oltre ad una discreta dose di fama mondiale.
E veniamo alle prime curiosità, regalate soprattutto dalle persone iscritte. Il primo in assoluto è un sardo, residente a San Gimignano che, sentita l'eco della manifestazione, ha voluto a tutti i costi partecipare. Ma la gara è mondiale e non possono certo mancare gli stranieri. Il primo è un cuoco argentino ed è una storia appassionante quella che lo vede alla prova con la salsa tipica della terra dei suoi avi.