Vieni, il mio amico starà via quindici giorni...

Ecco il testo di una lettera inviata a Schopenhauer dalla veneziana Teresa Fuga.

Caro amico,
con tanto piacere ricevei la tua letara sentindo che non ti sei dimenticato di me e che conservi per me tanta premura ma credimi mio caro che ne meno io non mi sono dimenticata di te anzi dicevo fra me stesa come mai si deve credere ai omini perche tu per me mostravi premura e io dicevo non mi a ne meno scrito adeso poi che o ricevuta tua lettara conosco che vero e quelo che mi avevi detto e che mi disi e molto piu ti sono grata sentindo che ti sei ricordato di me ogni giorno o piacere che ai fatto il tuo viagio felice da napoli e roma e che stai bene di salute io ti amo e desidero di vederti e vieni pure che ti atendo per abraciarti e per pasare di giorni asieme che gia io tengo uno amico ma questo va sempre via di venezia e non mi viene a trovare solo che qualche volta e poi sai domenica va in campagna e starà quindisi giorni e anche vinti e dunque poi venire libaramente anzi ti atendo con tutto il core. raporto al impresario non lo o piu e sono molto tempo che tengo questo altro e inglesi scapati di nigeltera e venuti a venezia per disparazione non ne o de quei per far la amore io non o mancato di risponderti subito percio la mia lettara ti venga subito io con la giulieta sono amica ma non tanto come quando eri a venezia te che e melio perche cosi siamo piu in libarta e vero che tu non pensi e ne meno io ma di esa melio cosi a dunque mio caro ti atendo stai bene o volia di vederti a dio mio caro.

La tua amica
Teresa Fuga