Vienna apre un’inchiesta su Ahmadinejad

da Teheran

La procura austriaca ha confermato ieri di aver aperto un’inchiesta contro il neoeletto presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Abdolrahman Ghassemlu, allora leader del Partito democratico del Kurdistan iraniano (Pdki), e di alcuni suoi collaboratori, avvenuto nel 1989 alla periferia di Vienna. La notizia, che circolava da tempo, è stata confermata dal portavoce della Procura austriaca Ernst Kloyber. «Il signor Ahmadinejad - ha aggiunto Kloyber - è stato invitato lunedì a recarsi in Austria per essere interrogato dalla nostra magistratura». A rendere pubblica la presunta partecipazione di Ahmadinejad al commando di killer iraniano è stato il deputato verde Peter Pilz, il quale sostiene di avere ricevuto da una fonte dei servizi di Teheran da poco rifugiata in Francia «documenti interessanti che dimostrano la partecipazione del nuovo presidente al gruppo terrorista che uccise il leader curdo e due dei suoi collaboratori».
Il 13 luglio del 1989 Ghassemlou, giunto a Vienna per trattative segrete con rappresentanti del governo iraniano, fu assassinato a colpi di pistola in un appartamento della capitale austriaca. Gli autori dell’operazione - dietro la quale si sospetta la mano dei servizi segreti di Teheran - si erano poi nascosti nell’ambasciata iraniana ed erano riusciti a riparare all’estero sfuggendo alle autorità austriache.
Il governo iraniano, che ha definito attraverso il proprio ministero degli Esteri «ridicole e infondate» le accuse ad Ahmadinejad, ha convocato in serata l’ambasciatore austriaco per protestare contro le accuse di Vienna.