Vieri: «Non si può far pedinare uno che fa cento gol»

da Roma

È durata mezz’ora la visita di Christian Vieri negli uffici del capo degli 007 federali Borrelli, anche se il colloquio è stato solo di dieci minuti. «Due chiacchiere molto tranquille», ha specificato l’attaccante, finito al centro dello scandalo che ha coinvolto l’ex capo della sicurezza Telecom, Giuliano Tavaroli. Oltre a un’intensa attività di spionaggio, Bobo fu addirittura sottoposto a un pedinamento ai tempi del suo periodo-no all’Inter quando il gol era un oggetto sconosciuto. E così la vicenda dell’ex calciatore nerazzurro si è inserita, pure in maniera indiretta, nella vicenda di Calciopoli. Tanto che Bobo qualche tempo fa, una volta appresa l’iniziativa del club nei suoi confronti, chiese di togliere lo scudetto assegnato all’Inter a tavolino dopo che le sentenze della Corte Federale riscrissero la classifica di A.
Da una parte quindi la società nerazzurra che cercava, come ha ammesso il patron Massimo Moratti, di tutelare il giocatore; dall’altra il bomber nato a Bologna che non sapeva di essere controllato. «Essere pedinato - ha spiegato il calciatore - non è bello. Non mi aspettavo questo gesto da Moratti, mi ha molto deluso, specialmente dopo tutto quello che ho fatto all’Inter. Non ho mai sospettato nulla e non mi sono accorto di quello che stava succedendo intorno a me. Ribadisco che non bisognerebbe pedinare nessuno, e soprattutto non uno che ha fatto più di 100 gol per loro (per l’esattezza, 102 in campionato nelle sei stagioni trascorse in nerazzurro, oltre ai 15 segnati in 31 presenze nelle Coppe europee, ndr.). L’Inter voleva tutelarmi? Tutte bugie e invenzioni, ho dato tanto all’Inter e anche un po’ di più, non meritavo tutto questo. Ora penso solo a tornare a giocare al più presto. Lo farò all’inizio del 2007 per dare il mio contributo all’Atalanta».
La rapida audizione di Vieri si aggiunge alle altre testimonianze raccolte dall’ufficio indagini della Federcalcio: Moratti, il vicepresidente dell’Inter Ghelfi, l’ex fischietto internazionale De Santis (anche lui fatto pedinare dal club nerazzurro) e l’ex arbitro Nucini. L’impressione è che l’inchiesta stia per chiudersi con un nulla di fatto, visto che gli 007 federali non conoscono i tempi di trasmissione, da parte della Procura di Milano, degli atti relativi all’inchiesta su Tavaroli.