Vieri perde il primo derby, l'Inter batte tutti

Venti club di A e B con debiti Inail. E Maroni sta col Napoli: «Ha ragione a ribellarsi»

Paolo Marchi

nostro inviato a Trieste

La serata delle beffe per il Milan: batte la Juve, dopo non esserci riuscito lo scorso anno quando contava, Rui Costa uomo della serata e Vieri a segno dal dischetto (penalty ripetuto contro la Juve). Ma quando si tratta di decidere le sorti del derby (0-0 al 45’ di partite di 45 minuti) torna quello di Istanbul. Serginho, all’errore contro il Liverpool, somma quello contro Julio Cesar (portiere goleador) e quando Ambrosini aggiungerà il suo svarione, fantasmi turchi si materializzeranno all’orizzonte. E così conta poco battere poi i campioni d’Italia, con Vieri e con Rui Costa se nel terzo match farà altrettanto l’Inter. Certo, i bianconeri faranno collezione di regali (il gol di Trezeguet con i rossoneri nasce da un errore di Pirlo) e di traverse (Vieira e Del Piero con i manciniani). Poi Martins dà una zampata dopo tanto girare senza bussola, batte Chimenti e tutto finisce in una fresca insalata estiva.
La Tim cup è simpatica, ma vincerla da quattro estati non serve poi tanto all’Inter, i cui tifosi ieri erano impegnati a fischiare Vieri. Certo che fa specie vederlo milanista, ma, sotto sotto, pensando al «Bobino» delle due ultime stagioni, fa ben più impressione Gilardino che verrà ufficialmente presentato oggi. Ieri tutto il peso dell’attacco dei mancati campioni d’Italia e d’Europa era sulle spalle del penultimo arrivato, in pratica estraneo al gioco di un Milan in azione per la primissima volta. Zero gol, bravo Julio Cesar in un paio di occasioni (su Serginho e Seedorf) ma poi tutto come lo scorso anno a San Siro (stesso trofeo) e come in Turchia. Ai rigori niente Champions il 25 maggio, niente derbino ieri nonostante il penalty subito sbagliato (tiro alto) da Arieta. Dopo un Julio Cesar a segno contro il suo collega greco Eleftheropoulus, ci pensava Serginho a rimettere in corsa i cugini stampando il pallone sul palo, errore con il Liverpool, errore a Trieste. Fuori anche la conclusione bassa di Ambrosini e addio partita. Nell’Inter spicca Pizarro in cabina di regia, speculare a Pirlo ma ancora spaesato.
E mentre Mancini prendeva nota del 3-0 delle riserve a Brunico (doppietta di Coutos e rete di Diarrà), Ancelotti doveva subito pensare a un altro undici da schierare contro la Juve. Capello, a parte Chimenti tra i pali, ha lanciato una fior di formazione, senza Del Piero e con Ibrahimovic e Trezeguet in avanti; dei vari reparti offensivi visti ieri quello più titolare, ma poco incisivo tanto da avvicinarsi all’autolesionismo. Mentre un centrocampo forte di Vieira e Tacchinardi cercava di fare argine alle intuizioni di Pirlo e Rui Costa, c’era sempre qualcuno che girava a vuoto, sovente Nedved e lo stesso Ibrahimovic che al 9’ gettava a terra Nesta nella propria area: rigore sciocco. Vieri sul dischetto e gol. No, tutto da rifare per invasione di area e via alle proteste. Bobo di nuovo sul dischetto, rasoterra sotto la pancia del portiere e 1-0. Cinque minuti e lo svedese si faceva ammonire per avere gettato via la sfera, quindici minuti e Rui Costa raddoppiava su spunto tutto suo. Difesa Juve farraginosa sugli esterni. Traversa di Vieri al 38’, dono di Pirlo per Trezeguet, finora uno spettatore: 2 a 1. Visto il fiatone finale dei più, è già tanto che nessuno si sia fatto male.
E sarà frammentaria da avvicinarsi al balbettio calcistico pure Juve-Inter. Inter a una sola punta (Cruz), Juve a due, Del Piero-Ibrahimovic con Mutu esterno sinistro. Il passerotto è molto coinvolto e si procurerà un paio di punizioni dal limite. Velenosa soprattutto quella del rumeno al 9’: Carini in angolo. I nerazzurri cercano di manovrare, ma il centrocampo campione d’Italia è ben più solido e Cruz resta isolato. Gli affondo, rari, dei nerazzurri si spengono prima dell’area. Quelli dei bianconeri sulle mani del portiere o sui legni, Vieira al 20’ e Del Piero al 23’.
E quando tutti s’aspettano la seconda tornata di penalty, spunto di Stankovic sulla destra, ghepardata di Martins: 1 a 0 per l’Inter. Il minuto? Il 43. Quarta Tim cup per Moratti. Inutile come le precedenti?