Vietata l’opera dell’autore di «Billy Elliot»: «È troppo gay»

M Lee Hall, creatore del popolare musical e del film Billy Elliot, il ragazzino di una città di minatori che diviene ballerino alla Royal Ballet School, è nei guai. Con le parole: «signore, un personaggio della sua nuova opera è troppo gay», Lee Hall si è visto cancellare la produzione di un nuovo lavoro, Beached, che avrebbe coinvolto e dato lavoro all’intera cittadina di Bridlington, nello East Yorkshire.
Hall ha ricevuto una email da Opera North, la compagnia che avrebbe sponsorizzato la produzione, in cui veniva annunciato che la produzione a cui aveva lavorato non sarebbe andata in scena come previsto. Pomo della discordia, un personaggio importante dell’opera: un anziano pittore gay, che viene aggredito da una gang di bulli. Hall inoltre è uno scrittore politico e libero che spesso usa parolacce nei suoi testi teatrali. Opera North ha dunque ritirato il suo appoggio dopo sei mesi di prove e le proteste di alcuni genitori. «Il contenuto non era adatto a bambini di quattro anni e va contro tutto quello che insegnamo a scuola», ha detto il locale provveditorato. Così Beached, progetto da 170mila sterline, che avrebbe coinvolto 280 bambini della locale Bay Primary School, se n’è andato in fumo. Hall, su tutte le furie, ha accusato di «omofobia» le autorità scolastiche: «Se un’opera ispirata ai principi della tolleranza e ai valori civici non va in scena è uno scandalo. Non solo per lo spreco di denaro pubblico, ma perché sarà una vittoria per l’intolleranza, l’ignoranza e la paura», ha tuonato. Hall è apparso particolarmente indignato per la motivazione con cui Opera North si è tirata indietro: «Mi dicono che non mi è permesso rappresentare un personaggio gay. Che essere gay non è adatto ai bambini dell’asilo», ha protestato. Le autorità di Bridlington sono rimaste irremovibili: «Quando abbiamo ricevuto il libretto ci siamo resi conto che c’era qualcosa che qualcuno avrebbe trovato offensivo. Riferimenti all’uso di droga, atti sessuali e insulti omofobici. Nessun problema con un personaggio gay. Era il tono e il linguaggio della scena che rappresentavano un problema», ha detto Mike Furband, dello East Riding of Yorkshire Council.