Vietato chiamarsi Venerdì (anche Chiappa Rosa esulta)

Strane sentenze. La Cassazione cambia nome di battesimo e dice basta a quelli ridicoli. Ma l'anagrafe è piena di innominati

La signora Vera Vacca, milanese, fece una fatica d'inferno per riuscire a cambiar nome, e il signor Felice Mastronzo diventò Mastranzo solo dopo mille scartoffie. Ora la notizia è che migliaia di disperati dai nomi assurdi, rovinati dalla creatività dei genitori, potranno rifarsi alla Corte di Cassazione che finalmente l'ha detto chiaro: i nomi troppo ridicoli potranno essere cambiati d'ufficio, senza cioè che i signori Strato Insidioso e Tremendo Porcile, o le signore Perla Madonna o Benedetta Topa, per dire, debbano per forza rovinarsi l'infanzia e dover attendere l'età adulta per porre rimedio a tanta sciagura. Il caso è di scuola: una coppia ligure aveva deciso di chiamare il primogenito «Venerdì», come lo schiavetto incivilizzato di Robinson Crusoe, ma l'ufficiale dell'anagrafe si era rifiutato: «È un nome dal carattere ridicolo e suscettivo di ironia e scherno, in grado di arrecare un grave nocumento alla persona che lo porta» ha sancito infine la Cassazione. Morale: il bambino si chiamerà Gregorio, come il santo festeggiato nel giorno della sua nascita. E mentre il presidente dei matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, plaude alla sentenza («A Napoli chi si chiama Zoccola sceglie sempre di cambiare») poco importano le ragioni addotte in Cassazione dei genitori del piccolo Gregorio (ex-Venerdì) i quali avevano ricordato che Francesco Totti e Ilary Blasi hanno chiamato la figlia «Chanel», e che Jaki Elkann e Lavinia Borromeo hanno chiamato il figlio «Oceano», essendo già parenti di «Lupo», «Lapo» e «Delfina»: non è gente normale. Non stiamo parlando di italiani medi e di gente che il proprio nome, insomma, debba ripeterlo continuamente al telefono, in coda alle Poste, nei luoghi appunto della gente comune. Perché è chiaro che il problema è la gente comune, sono gli italiani con nomi esistenti e verificabili che passano un’esistenza a dire «piacere, Urino Birra» oppure «Ciao, sono Tranquilla Dalle Palle», e non stiamo scherzando, non è che vogliamo fare gli spiritosi, sono nomi veri. Si immagini una maestra che faccia l'appello, cognome-nome, ai seguenti nominativi, tutti realmente disseminati per lo Stivale: Ave Maria, Maddio Santo, Pasta Agnese, Culetto Rosa, Recupero Domenica. Costoro sono tra noi. Pacifico Settembre è il marito della soubrette Miriana Trevisan, Leon Cino partecipava ad «Amici» di Maria De Filippi. Ma a loro va ancora bene. Che vita avrà fatto la signora Tranquilla Piscia? E il signor Massimo Orgasmo? C'è poco da ridere, perché le colpe dei genitori ricadono a vita sui figli: non sarà un caso che alcuni poveretti, nel nostro Paese, siano stati chiamati proprio Bianco Natale, Sabato Malinconico o Domenica D'Agosto. E non stiamo parlando di certi nomi storici e commemorativi che pure ci sono: risultano un Cristoforo Colombo che vive a Genova, un Giuseppe Mazzini che abita in Piazza Risorgimento e un Giuseppe Garibaldi che abita in via Unità d'Italia. Loro ci possono anche stare, un po' come i signori Guglielmo Sanzio, Scipione Africano e Lucrezia Borgia. È chiaro che sono voluti. Ma è diverso, e ci sarebbe da invocare l'ergastolo, per quei genitori che facendo di cognome Chiappa hanno chiamato la figlia Rosa, per i signori Silvestre che hanno scelto Pino, per i coniugi Voltaggio che hanno battezzato Massimo. È dolo, è cattiveria umana. Dovrebbero ribellarsi i pure esistenti Luce Scala, Guido Collauto e Gustavo La Pasta. È gente da aiutare. C'è chi sta peggio, come sempre: perché un nome imbarazzante alla fine si può cambiare, ma un cognome imprescindibile, magari pure nobile, è più complicato. Fatevelo raccontare da Lourdes Porco Pesce, da Petra Sasso Pirla, da Giancarla Cazzin Mozzato, da Amorino Maniaco Topa, da Benedetta Spaccamela. Tutto vero, vite vere, tragedie autentiche: e voi magari leggete, ora, e pensate che ce la stiamo ridendo, che stiamo facendo i brillanti alle spalle di persone come i signori Narciso Culetto Flocco, Felice Evacuo Bisognin e Vito Maiale Brontolone. Non è vero. Non è assolutamente vero.
Filippo Facci