Vietato parlare di persecuzione dei cristiani

(...) del giorno tra gli argomenti da discutere. Plinio, sottolineando che la manifestazione cui aderire era fissata per oggi e non si poteva attendere oltre, chiedeva di aggiungere un punto in coda al dibattito. Anche considerando che il documento era controfirmato anche da esponenti di maggioranza. Niente da fare. Dopo un rapido battibecco, Ronzitti si è «rimesso» al volere del consiglio. Ha chiesto all’aula se voleva o meno votare il documento impossibile da non condividere.
La maggioranza, piuttosto che dare ragione a Plinio, ha preferito dire che non è interessata alla persecuzioni dei cristiani e al diritto di libertà religiosa nel mondo. Il tabellone luminoso ha rivelato poi i particolari più inquietanti. A favore della discussione hanno votato solo in 8, i tre consiglieri di Forza Italia (Garibaldi, Morgillo e Saldo), i due di An (Plinio e Saso), Franco Rocca (Lista Biasotti, Matteo Marcenaro (Udc) e, unica della maggioranza di centrosinistra, Roberta Gasco dell’Udeur. E gli altri? Il cattolicissimo Massimiliano Costa? Pallina bianca, cioè astenuto. E il collega di Margherita e di fede, Michele Boffa, che aveva firmato l’ordine del giorno? Pallina bianca, come la Verde Cristina Morelli, tanto per capire.
Non pervenuti, cioè come spesso accade, strategicamente scomparsi dall’aula, anche Rosario Monteleone e Giovanni Paladini (anch’egli firmatario del documento). Assenti al momento del voto anche i forzisti Franco Orsi e Matteo Rosso, Sandro Biasotti e il collega di fomazione Giovanni Macchiavello, l’Udc Nicola Abbundo e il legista Francesco Bruzzone. Contro il documento in favore della tolleranza religiosa, tante palline rosse senza se e senza ma. Rosse come le bandiere di Rifondazione (Giacomo Conti e Vincenzo Nesci), o di Unione a sinistra (Franco Bonello, Lorenzo Casté e Mino Ronzitti), come gli Ulivisti Moreno Veschi, Ezio Chiesa, Ubaldo Benvenuti, Antonino Miceli, Luigi Cola e Minella Mosca. Contrario addirittura anche il voto di un altro esponente cattolico come Claudio Gustavino e di Patrizia Muratore dell’Italia dei Valori. Un esito «sconcertante» per Gianni Plinio, che attacca soprattutto i colleghi della Margherita e sottolinea come «la maggioranza sia ostaggio di Rifondazione, nonostante i fatti più recenti e anche la campagna di aggressione a monsignor Angelo Bagnasco dovrebbero suggerire un po’ più di coraggio».