Vietato al questore trasferire poliziotti

Un commissario era stato spostato per ragioni di servizio

Vietato trasferire i poliziotti. A meno che il questore non rispetti l’«obbligo di motivare, seppure in maniera succinta, il motivo del provvedimento». Le «esigenze di servizio» addotte dal numero uno di via Fatebenefratelli sono troppo «generiche». Così hanno deciso i giudici della prima sezione del Tar chiamati a dirimere la vicenda di Santo C., sostituto commissario di polizia trasferito dalla scrivania della Divisione Personale, al commissariato di Pubblica sicurezza Cenisio. Un trasferimento poco gradito. Al punto da impugnarlo e sottoporlo alla competenza di un tribunale.
Il commissario lamenta «eccesso di potere, violazione dell’obbligo di imparzialità, ingiustizia e sviamento dall’interesse pubblico». Dall’altra il ministero dell’Interno e il questore ribadiscono che il trasferimento «per ragioni di servizio» è perfettamente corretto e rientra nei propri poteri. Secondo i giudici invece ha ragione il commissario. È vero che esiste un orientamento giurisprudenziale «per il quale le amministrazioni di tipo militare non avrebbero alcun obbligo di indicare le ragioni di un trasferimento - scrivono nella sentenza -, ma ciò non implica l’esenzione dall’obbligo di motivare, seppure in maniera succinta, il provvedimento». In nome della legge il commissario ritorna alla scrivania.