La Vigilanza ad Abn Amro: «Ricordatevi Interbanca»

Ecco il rapporto al Tar sui parametri lodigiani: «Sforamenti solo temporanei». Ora conti regolari

Massimo Restelli

da Milano

I conti di Bipielle sono in ordine, ma Abn Amro sembra chiedere due pesi e due misure ai giudizi della Vigilanza. C’è una traccia di vetriolo nel messaggio inviato al Tar da Bankitalia per ribattere all’esposto con cui il gruppo olandese sta tentando di ostacolare il matrimonio tra Antonveneta e la Popolare di Lodi. In ritardo nella battaglia finanziaria (il fronte vicino a Bipielle controlla oltre il 50% dell’istituto padovano), Abn ha infatti lamentato ai giudici la tempistica autorizzativa riservatale da Antonio Fazio nella scalata ad Antonveneta e ha puntato l’indice contro la scarsa solidità della Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani.
Gelida la replica della Vigilanza che, nel documento di cui il Giornale è entrato in possesso (punto 6.3), rileva di non essere intervenuta perché, viste le operazioni di rafforzamento pianificate da Bipielle, si trattava di uno «sforamento di breve durata» e dovuto a «circostanze estrinseche» dei vincoli patrimoniali (oggetto del contendere è il rispetto dell’8% per il coefficiente di solvibilità). Anche perché, ricorda Bankitalia richiamando sia le proprie disposizioni sia le norme Ue, un «disallineamento temporaneo» è consentito dalla normativa purché il gruppo adotti «al più presto» misure atte a risolvere il problema.
Dimaniche che il presidente di Abn Amro, Rijkman Groenink, dovrebbe peraltro «ben conoscere», rileva Bankitalia con una punta di veleno a pagina 39 del documento. Il gruppo olandese era infatti il maggiore azionista di Antonveneta e aveva una forte presenza nel consiglio di amministrazione quando la banca decise di ritirare dal listino la controllata Interbanca mediante un’Opa totalitaria. L’operazione, era l’inizio del 2003, provocò una sfasatura nei conti di Antonveneta che «permaneva» in occasione della stesura delle semestrale e «si è poi protratta per diversi mesi anche a causa del ritardato perfezionamento» dell’aumento di capitale preannunciato all’Authority «al momento della richiesta di autorizzazione». Dopo aver ricordato che anche nel caso di Interbanca non ci furono provvedimenti, Palazzo Koch ribadisce di aver continuato a monitorare le mosse di Bipielle. Tanto che in due lettere del 13 e del 25 maggio, Fiorani ha dettagliato gli accordi per la cessione delle minoranze (per un incasso di 1 miliardo) e dell’emissione di azioni privilegiate per il previsto rafforzamento patrimoniale. Specificando, nelle tabelle allegate, che il gruppo ha un coefficiente patrimoniale pari all’8,12 per cento.

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