Vigilanza, nuove nomine Ma l'Idv: "Non andiamo"

Fini e Schifani inseriscono i due capigruppo di Di Pietro nella commissione dopo che il partito non aveva indicato nessun nome. Ma l'Italia dei Valori: "Solito atto di prepotenza, non verremo"

Roma - Non trova pace la commissione di Vigilanza Rai. Archiviato il caso Villari, prima dell'esito del ricorso alla Consulta, ora c'è da registrae l'irrigidimento dell'Idv. Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani hanno nominato, rispettivamente, il capogruppo dell’Idv a Montecitorio Massimo Donadi e il suo collega di Palazzo Madama Felice Belisario come componente della commissione di Vigilanza Rai. Donadi e Belisario vengono nominati dai presidenti delle Camere visto che i dipietristi non hanno indicato i loro componenti della Vigilanza. Inoltre la Vigilanza è stat convocata il 4 febbraio per la sua prima riunione.

Le motivazioni Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha nominato d’ufficio il capogruppo dell’Idv Felice Belisario con una lettera in cui ricorda le precedenti lettere del 26 e 28 gennaio in cui sollecitava la nomina di un esponente dell’Idv per la commissione. "Al fine di garantire - scrive Schifani - la tempestiva ricostituzione della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ed in mancanza, da parte sua, della designazione prevista dall’articolo 2 del regolamento della commissione, ho proceduto alla sua nomina a componente della commissione medesima".

L'Idv non ci sta "Speravo che il presidente del Senato non facesse un altro atto di prepotenza nei confronti dell’IdV, ma ormai l’autoritarismo la fa da padrone": questo il commento del presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, nominato d’ufficio, in quanto capogruppo, in seno alla commissione di Vigilanza Rai. "Anzichè rispettare una forza politica che ha manifestato un forte dissenso nelle procedure di revoca e di nomina della commissione di Vigilanza - sottolinea Belisario - i presidenti delle Camere, ovviamente sempre interpretando a loro comodo una presunta e consolidata prassi parlamentare, provvedono a nomine di natura commissariale. Comunque, senza aver alcuna intenzione di bloccare l’attività della commissione, non parteciperemo ai suoi lavori. Ormai - conclude l’esponente IdV - manca nei nostri confronti ogni forma di rispetto, per cui nessun sermone ci può essere rivolto né nell’aula del Senato né fuori, essendo in atto una proditoria discriminazione nei nostri confronti".